«Tomba troppo lunga, niente lapide»
Elena Montanari: «Non riesco a completare il sepolcro di mia madre perché quello vicino sconfina di quasi un metro»
BAGNOLO IN PIANO. «Niente lapide per mia madre, a causa della tomba del vicino che è troppo lunga». È quanto denuncia una bagnolese cui è morta la mamma lo scorso anno. La donna ha aspettato che il terreno si assestasse prima di procede all’installazione di una lapide marmorea. Quando ha proceduto, l’artigiano che doveva effettuare il lavoro si è trovato di fronte ad un problema: la tomba situata di fronte ha “occupato” parte del terreno sul quale doveva costruire la testata.
Un problema non da poco, che la figlia Emanuela Montanari ha cercato di risolvere con l’ufficio cimiteriale del Comune di Bagnolo. «Circa un anno fa è morta mia madre. È stata sepolta nel cimitero locale, ma prima di realizzare una lapide ho aspettato i tempi tecnici necessari. Ora, con l’avvicinarsi della commemorazione dei defunti, ho incaricato un’azienda specializzata per mettere in ordine la tomba di mia madre con una lapide in marmo – racconta –. Nello stesso periodo in cui ho perso la mamma, in paese c’è stato un altro grave lutto. La persona defunta è stata sepolta dietro la tomba di mia madre. Col passare del tempo, la famiglia dell’altra defunta ha utilizzato dei blocchi per coprire il terreno. Pensavo fosse una cosa provvisoria. Ma, al di là di questo, ho notato che la tomba in questione ha sconfinato di quasi un metro, impedendo così al nostro addetto di mettere la lapide sulla tomba di mia madre. In pratica, non si riesce ad installare la testata della tomba». «A questo punto - racconta ancora Emanuele Montanari - sono andata in Comune per metterli al corrente della situazione. La sensazione che ho avuto è che mi abbiano preso per i fondelli. Non si possono trattare i cittadini con due pesi e due misure. Esiste un regolamento? Bene, deve valere per tutti».
Giorgia Ferrante, nipote della donna defunta e figlia di Emanuela Montanari, afferma: «È impossibile installare una lapide per mia nonna perché la tomba vicina occupa ben più dello spazio previsto dal regolamento cimiteriale. Al di là dell’impossibilità materiale, assistiamo alla totale cecità dell’amministrazione comunale, che ci dovrebbe rappresentare e tutelare. Invece, dopo numerose sollecitazioni, la situazione non è ancora stata risolta. Si tratta di una semplice manifestazione di rispetto, verso sé stessi, verso gli altri e verso chi non c’è più. Un rettangolo di marmo su un fazzoletto di prato non ci sembrerà mai abbastanza; non potrà mai rappresentare chi ci ha lasciati. Rispettare la norma non significa sminuire la perdita altrui, ma mettere in atto un principio antico come il mondo: dinnanzi alla morte e al dolore, siamo tutti uguali». (m.p.)
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