Gazzetta di Reggio

Reggio

La sfida delle feste vinta dalla Sinistra

La sfida delle feste vinta dalla Sinistra

Al Campovolo sfilata di ministri ma senza un vero dibattito Alla Ghiara a fare la differenza il coraggio del confronto 

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. La festa è finita, anzi no. Ma aspettando l’ultima celebrazione di partito, quella di Articolo 1 Mdp da giovedì a domenica al centro sociale La Mirandola, qualche bilancio si può azzardare. E in attesa dei numeri ufficiali (i cervelloni elettronici stanno elaborando i dati e al più presto potremo, volendo, ragionarci) forse è il caso di andare oltre. Considerando che il “buco” di FestaReggio, probabilmente quest’anno per l’ultima volta negli spazi immensi del Campovolo, difficilmente potrà trasformarsi in un insperato successo. E premesso che un flop si può rilevare, e valutare, usando unità di misura diverse da quelle unicamente economiche.

Partiamo dalla fine. Ieri, al Chiostro della Ghiara, la festa nazionale di Sinistra Italiana si è conclusa con l’assemblea dei coordinatori provinciale e regionali di Si, e l’intervento del segretario nazionale Nicola Frantoianni. E sempre ieri, al Campovolo, FestaReggio ha chiuso i battenti ed esaurito anche i tre giorni aggiuntivi, rispetto al calendario iniziale, con uno spettacolo di Antonio Guidetti. Dal momento che il sottosegretario Maria Elena Boschi, chiamata in quest’ultimo weekend a recuperare un dibattito saltato per il maltempo, è stata trattenuta a Roma da impegni istituzionali. Tornando ai giorni “caldi” della festa, non si può dire che dal 23 agosto al 17 settembre sotto la tenda centrale del Campovolo non sia passato il gotha del Pd con una sfilata di ministri di tutto rispetto: da Delrio a Minniti passando da Fedeli, Martina e Orlando. Già, sono passati quasi tutti. Ma per partecipare a dibattiti più simili ad autopromozioni. E con una platea non sempre all’altezza delle aspettative. Che sia buona o cattiva, la scuola è o no un problema di questa Italia? Perché allora ad ascoltare il ministro Fedeli sono accorsi in poche decine di affezionati? E se il clamore maggiore lo ha suscitato Paolo Crepet sparando a zero su Reggio Children, qualche interrogativo sul livello del confronto politico (mancante) sorge più che spontaneo.

Così come è inevitabile riflettere su quello che ha rappresentato la festa di Sinistra Italiana. È vero, la festa era nazionale. È vero, questa era la prima volta. In una location più salottiera e va da sè più accogliente. Peculiarità che possono giustificare l’entusiasmo respirato sotto i portici del Chiostro della Ghiara. Ma poi c’è dell’altro. Dal 21 al 24 settembre sono passati da Reggio esponenti di Sinistra Italiana ma non solo. La seconda e la terza carica dello Stato, Pietro Grasso e Laura Boldrini, si sono alternati a politici protagonisti di veri dibattiti, quelli che da definizioni prevedono un contraltare.

Detto questo, non si tratta di proclamare un vincitore. Mica stiamo parlando di sport, o no?

Chiara Cabassa



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google