«Mio figlio a terra non dava segni di vita»
La drammatica testimonianza della madre: «È stato il nipote a soccorrerlo urlando “zio, ti salvo”»
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ROLO. «È stato terribile. Ho visto mio figlio a terra e ho cominciato ad urlare, tanto che una vicina di casa è accorsa subito per vedere cos’era successo».
Questa la drammatica testimonianza della madre di Alberto Davolio, Giovanna, 75 anni, che per qualche minuto pensava di aver perso il figlio, 45 anni, operaio, che vive a Reggiolo ed è padre di un bimbo di sette anni. «Sono molto provata – prosegue la madre –. Per il cuore è stato un duro colpo. Avevo paura per mio figlio perché non si muoveva e non dava segni di vita. È stato il nipote di Alberto che ha cominciato a praticargli un massaggio cardiaco e gli urlava “Zio, ti salvo io” ».
L’uomo è stato colpito da un fulmine che, ieri mattina, si è scaricato dietro l’abitazione di via Borgazzo 3, dove vive la madre di Alberto Davolio. Il figlio, come fa spesso la domenica, era andato a trovare la madre e stava preparando il pranzo. Il 45enne era nel giardino e stava cuocendo la carne su un barbecue quando, improvvisamente, ha iniziato a piovere. Intorno alle 11 è scoppiato un forte temporale con tuoni e fulmini. «Mamma sta piovendo, porto tutto dentro». Ad un tratto un boato tremendo ha impietrito gli abitanti della casa e di tutto il vicinato. Un fulmine si è abbattuto proprio accanto ad un noce, tra un gruppo di alberi, e ha colpito di striscio Alberto Davolio, che non ha fatto in tempo a finire la frase rivolta alla madre ed è stramazzato al suolo. Non vedendo rientrare il figlio in casa, la donna è uscita in giardino. Vedendolo a terra, ha iniziato a urlare. Immediata la chiamata al 118. Mentre il nipote tentava di rianimarlo, due ambulanze e due automediche si sono precipitate in pochi minuti in via Borgazzo 3. I soccorritori hanno subito iniziato a praticare al 45enne un massaggio cardiaco, poi la corsa all’ospedale di Reggio Emilia. Da quanto si è appreso dai famigliari, il 45enne operaio reggiolese, indossando scarpe antinfortunistiche, almeno in parte si è riparato dalla forte scarica elettrica che gli è passata sotto i piedi. Ora è ricoverato nel reparto di Rianimazione. La prognosi è riservata. (m. p.)
Questa la drammatica testimonianza della madre di Alberto Davolio, Giovanna, 75 anni, che per qualche minuto pensava di aver perso il figlio, 45 anni, operaio, che vive a Reggiolo ed è padre di un bimbo di sette anni. «Sono molto provata – prosegue la madre –. Per il cuore è stato un duro colpo. Avevo paura per mio figlio perché non si muoveva e non dava segni di vita. È stato il nipote di Alberto che ha cominciato a praticargli un massaggio cardiaco e gli urlava “Zio, ti salvo io” ».
L’uomo è stato colpito da un fulmine che, ieri mattina, si è scaricato dietro l’abitazione di via Borgazzo 3, dove vive la madre di Alberto Davolio. Il figlio, come fa spesso la domenica, era andato a trovare la madre e stava preparando il pranzo. Il 45enne era nel giardino e stava cuocendo la carne su un barbecue quando, improvvisamente, ha iniziato a piovere. Intorno alle 11 è scoppiato un forte temporale con tuoni e fulmini. «Mamma sta piovendo, porto tutto dentro». Ad un tratto un boato tremendo ha impietrito gli abitanti della casa e di tutto il vicinato. Un fulmine si è abbattuto proprio accanto ad un noce, tra un gruppo di alberi, e ha colpito di striscio Alberto Davolio, che non ha fatto in tempo a finire la frase rivolta alla madre ed è stramazzato al suolo. Non vedendo rientrare il figlio in casa, la donna è uscita in giardino. Vedendolo a terra, ha iniziato a urlare. Immediata la chiamata al 118. Mentre il nipote tentava di rianimarlo, due ambulanze e due automediche si sono precipitate in pochi minuti in via Borgazzo 3. I soccorritori hanno subito iniziato a praticare al 45enne un massaggio cardiaco, poi la corsa all’ospedale di Reggio Emilia. Da quanto si è appreso dai famigliari, il 45enne operaio reggiolese, indossando scarpe antinfortunistiche, almeno in parte si è riparato dalla forte scarica elettrica che gli è passata sotto i piedi. Ora è ricoverato nel reparto di Rianimazione. La prognosi è riservata. (m. p.)
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