Morsi, tirati in ballo anche i Comuni
CASTELLARANO. Sono diversi gli episodi di aggressioni che, anche nella nostra provincia, hanno avuto per protagonisti i cani, con risultati meno tragici di quest’ultimo caso di Castellarano. Il 26...
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CASTELLARANO. Sono diversi gli episodi di aggressioni che, anche nella nostra provincia, hanno avuto per protagonisti i cani, con risultati meno tragici di quest’ultimo caso di Castellarano. Il 26 aprile scorso a Vezzano una donna è stata morsa da un cane mentre passeggiava sulla pista ciclabile del paese. La donna, in compagnia di un’amica, è stata aggredita da un cane di media taglia, tenuto al guinzaglio dal suo padrone, che l’ha morsicata al polpaccio. È stata medicata al pronto soccorso del Santa Maria Nuova. La donna ha dovuto seguire una cura a base di antibiotici della durata di cinque giorni.
Il 7 dicembre 2016, a Casina, Fabrizio Silvetti, docente ma anche atleta molto conosciuto in montagna per le sue spedizioni alpinistiche (ha alle spalle la conquista del Gasherbrum, con vetta superiore agli 8.000 metri), si allenava lungo i sentieri tra Casina e Carpineti quando ha subìto l’aggressione da parte di un cane lupo cecoslovacco. «Il padrone non riusciva a fermarlo e il cane continuava ad attaccarmi: mi ha tenuto in scacco per dieci minuti buoni», ha raccontato lo stesso Silvetti. Una disavventura finita per l’alpinista con 21 punti di sutura tra gamba, braccio e testa.
Fino al caso limite di un Comune, quello di Rubiera, che l’8 luglio dello scorso anno è pure intervenuto con un’ordinanza, prescrivendo un percorso di riabilitazione da eseguire presso un medico veterinario comportamentalista al padrone di un American Staffordshire. Il meticcio si è reso protagonista di ben tre aggressioni – uno il 6 aprile, gli altri due il 21 maggio – costringendo le sfortunate vittime dei morsi a ricorrere alle cure dell’ospedale. Così il servizio veterinario, oltre a far scattare la procedura per l’eventuale profilassi antirabbica del malcapitato, ha trasmesso le segnalazioni all’amministrazione comunale, che ha emesso l’ordinanza.
Il 7 dicembre 2016, a Casina, Fabrizio Silvetti, docente ma anche atleta molto conosciuto in montagna per le sue spedizioni alpinistiche (ha alle spalle la conquista del Gasherbrum, con vetta superiore agli 8.000 metri), si allenava lungo i sentieri tra Casina e Carpineti quando ha subìto l’aggressione da parte di un cane lupo cecoslovacco. «Il padrone non riusciva a fermarlo e il cane continuava ad attaccarmi: mi ha tenuto in scacco per dieci minuti buoni», ha raccontato lo stesso Silvetti. Una disavventura finita per l’alpinista con 21 punti di sutura tra gamba, braccio e testa.
Fino al caso limite di un Comune, quello di Rubiera, che l’8 luglio dello scorso anno è pure intervenuto con un’ordinanza, prescrivendo un percorso di riabilitazione da eseguire presso un medico veterinario comportamentalista al padrone di un American Staffordshire. Il meticcio si è reso protagonista di ben tre aggressioni – uno il 6 aprile, gli altri due il 21 maggio – costringendo le sfortunate vittime dei morsi a ricorrere alle cure dell’ospedale. Così il servizio veterinario, oltre a far scattare la procedura per l’eventuale profilassi antirabbica del malcapitato, ha trasmesso le segnalazioni all’amministrazione comunale, che ha emesso l’ordinanza.
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