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Reggio Children porta a casa 2 milioni

di Chiara Cabassa
Reggio Children porta a casa 2 milioni

Grazie al Bando Prima Infanzia, finanziato “Farsi comunità educanti”, progetto multiregionale della Fondazione 

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REGGIO EMILIA. Sono 80 i progetti che saranno finanziati a livello nazionale grazie al Bando Prima Infanzia (0-6 anni) con 62,2 milioni di euro: 66 progetti relativi alle graduatorie regionali per un importo di 34,1 milioni di euro e 14 per quella multiregionale per un importo di 28,1 milioni di euro. In Emilia Romagna piovono 2 milioni e 257mila euro e Reggio Emilia fa la parte del leone con la cooperativa sociale Ambra che si vede assegnare 387mila euro (graduatoria regionale) e Reggio Children che porta a casa ben 2 milioni e 125mila euro (graduatoria multiregionale).

Una conferma, per quanto riguarda la vocazione “educante” riconosciuta al nostro territorio. Con un valore aggiunto. Perché i bandi sono stati istituiti dall’impresa sociale “Con i Bambini” costituita il 15 giugno 2016 con sede a Roma: una società senza scopo di lucro che ha per oggetto l’attuazione dei programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, previsti dal protocollo d’intesa stipulato il 29 aprile 2016 tra il presidente del Consiglio dei ministri, il ministro dell’Economia e delle Finanze, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e il presidente di Acri, l’associazione delle Fondazioni.

Da qui la particolarità dei bandi, e soprattutto dei contenuti, che sono stati interamente finanziati. Il Comitato di indirizzo strategico del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile ha infatti consentito il finanziamento di tutti i progetti del Bando Prima Infanzia che hanno ricevuto una valutazione positiva. Questa scelta è stata possibile grazie alla decisione del Comitato stesso di destinare ai Bandi Prima Infanzia e Adolescenza ulteriori 30 milioni di euro, a fronte del grande numero di progetti presentati e della qualità complessiva delle proposte.

“Fa.c.e. – Farsi comunità educanti” è il progetto multiregionale presentato, e finanziato con 2 milioni e 125mila euro, dalla Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi. Coinvolte quattro città (Reggio Emilia, Napoli, Palermo e Teramo), altrettante scuole primarie, amministrazioni comunali e terzo settore. «Le città che abbiamo scelto presentano grandi sfide, diverse tra loro – spiegava Massimiliano Massimelli, responsabile fundraising per la Fondazione Reggio Children, annunciando la partecipazione al bando sul sito di Redattore Sociale –. Teramo è zona terremotata, Napoli ha problemi di criminalità e abbandono scolastico, a Palermo c’è un forte analfabetismo adulto e su Reggio Emilia abbiamo scelto di affrontare la questione dell’intercultura, coinvolgendo un nido con una forte presenza di bambini di origine straniera». Obiettivo del progetto? Attivare il territorio per rispondere alle sfide che lo interessano partendo dalla coprogettazione e dalla partecipazione di adulti e genitori nella vita scolastica.

L’idea di “Face. Farsi comunità educanti” nasce da “Fare scuola”, altro progetto della Fondazione Reggio Children che ha l’obiettivo di migliorare la qualità di alcuni luoghi riconducibili a diversi ambienti della scuola che possono essere interpretati come contesti educativi e di apprendimento e che coinvolge 60 scuole dell’infanzia e primarie d’Italia. «Quel progetto è a metà del suo percorso, in 30 scuole è già concluso – spiegava Massimelli – e quando abbiamo visto il Bando Prima Infanzia abbiamo pensato che poteva essere interessante dare continuità al progetto nei territori in cui quell’esperienza era terminata. Le città che abbiamo scelto hanno sfide importanti da affrontare, ma anche risorse forti e grande voglia di fare, come hanno dimostrato nel precedente progetto».

Alla base del nuovo progetto c’è la coprogettazione che parte dalle famiglie: «L’elemento da cui siamo partiti è la partecipazione di genitori e adulti nella vita scolastica». Poi c’è l’intenzione di coinvolgere l’associazione dei pediatri italiani, «perché i pediatri possono essere antenne per raggiungere quelle famiglie che non accedono ai servizi territoriali».

Il progetto “Fa.c.e. – Farsi comunità educanti” nella sua complessità ha tempi lunghi. In una prima fase si cercherà di individuare le esigenze specifiche dei territori e poi verranno creati tavoli di coprogettazione territoriale, un coordinamento nazionale e si avvierà la progettazione di interventi partecipati. «La sfida per il futuro è la sostenibilità – continua Massimelli – e sotto questo profilo vorremmo avere le amministrazioni comunali come interlocutori per ripensare insieme le politiche per l’infanzia».



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