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De profundis per la Cormo Lettere di licenziamento pronte

di Andrea Vaccari
De profundis per la Cormo Lettere di licenziamento pronte

San Martino, sabato scade la cassa integrazione per 160 dipendenti. La cessione dell’azienda è ferma La Cgil: «Il curatore ha già aperto la procedura, non c’è stata la volontà di trovare un’altra soluzione»

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SAN MARTINO IN RIO. Ore sempre più contate per la Cormo. Sabato, 30 settembre, scadrà il trattamento di cassa integrazione ordinaria per i 160 dipendenti della Cormo di San Martino, cooperativa di porte e serramenti finita nel baratro della crisi dal 2013 e ora giunta, praticamente, al capolinea. Salvo clamorosi sviluppi dell’ultim’ora – che al momento sembrano piuttosto improbabili se non impossibili – la prossima settimana sancirà la definitiva chiusura dello stabilimento.

A spiegare che il quadro è quasi del tutto compromesso è Mauro Livi, segretario della Fillea Cgil che ha seguito da vicino tutti gli sviluppi della vicenda Cormo.

«La situazione è critica. La cassa integrazione ordinaria per i lavoratori – afferma Mauro Livi – scadrà il 30 settembre e non sarà più possibile proseguire con gli ammortizzatori sociali. Il curatore ha già aperto la procedura per la riduzione del personale, le lettere non sono ancora partite ma manca poco. Dopo il primo incontro con il commissario che si è svolto in Legacoop a Modena siamo in attesa del tavolo convocato dal ministero: ci incontreremo, probabilmente il 2 ottobre, a Roma perché la Cormo ha alcune piccole sedi anche in altre regioni. Questo rappresenterà l’ultimo atto formale: dopo la firma del verbale dell’atto di mancato accordo, dal pomeriggio di quel giorno potranno partire le lettere di licenziamento».

Le speranze di un radicale cambio di scenario sono ridotte al lumicino. Anche l’ipotesi di un passaggio di consegne sembra essere tramontata.

«Non ci sono novità – aggiunge il segretario della Fillea Cgil – in merito alla possibilità che un privato possa rilevare il ramo d’azienda di San Martino in Rio: la sua volontà è stata manifestata, ma nulla si è ancora mosso, e il 30 settembre è ormai alle porte. Dopodiché, i lavoratori entreranno in Naspi (il sussidio di disoccupazione che assicurerà ai lavoratori somme non elevate per il sostentamento delle loro famiglie, ndr)».

«Infine – prosegue Mauro Livi – di prossima convocazione il tavolo regionale: venerdì in Provincia ci si incontrerà con tutti i rappresentanti delle varie parti in causa. È stata una nostra richiesta, in quanto desideriamo che una vicenda lunga e tormentata come questa abbia la sua fine dignitosa in un tavolo istituzionale. In questo modo – conclude il segretario della Fillea Cgil – si concretizza un quadro che noi avevamo già paventato da mesi: non vi è stata la volontà di trovare una soluzione».

Negli ultimi mesi sembrava che si potessero aprire degli spiragli di luce. Ma intoppi burocratici e promesse non mantenute non hanno permesso di creare una situazione tale da permettere il salvataggio dell’azienda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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