Ligabue al PalaBigi grazie all’unione di Grade e CuraRe
di Roberto Fontanili
È sold out da aprile l’atteso concerto di giovedì prossimo Abati: «Oltre 670 cittadini hanno finanziato il Pet puzzle»
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REGGIO EMILIA. Si avvicina il concerto benefico di Ligabue (già sold out da aprile) che giovedì 28 settembre al PalaBigi presenterà alcuni brani dell’ultimo album “Made in Italy” e altri suoi grandi successi a favore delle due onlus reggiane Grade e CuraRe.
Soddisfattissime le due associazioni che hanno messo in piedi l’evento a cui andrà il 50% dell’incasso al netto delle spese anche grazie alla disponibilità del Liga. Ma la nota più significativa di questo concerto - evento che servirà a raccogliere fondi a favore di due progetti “reggiani”, è proprio la collaborazione tra due onlus. Che, come ha detto la presidente di CuraRre Deanna Ferretti, «lavorano entrambe per il nostro ospedale e il farlo insieme assume un valore ancora più importante».
Il primo progetto è quello del Grade per l’acquisto di una Pet che avrebbe dovuto concludersi in tre anni ma l’obiettivo, grazie alla generosità dei reggiani, sarà raggiunto molto prima. Il secondo progetto, di CuraRe, mira a contribuire alla realizzazione del Mire (l’ospedale della donna e il bambino) i cui lavori dovrebbero essere avviati il prossimo anno.
E proprio l’importanza di questa collaborazione, che si realizzerà nel concerto di giovedì, viene sottolineata da Deanna Ferretti per CuraRe e da Roberto Abati per il Grade. «È stato un risultato importante – sottolinea Deanna Ferretti – riuscire a riportare Ligabue a Reggio anche perché grazie a lui siamo riusciti a raggiungere tantissime altre persone. È stato facile trovare l’accordo con il Grade proprio perché lavoriamo tutti per lo stesso obiettivo». Con la presidente di CuraRe abbiamo fatto anche il punto sul progetto Mire. «Siamo in fase di stesura del progetto esecutivo – spiega Deanna Ferretti – la previsione è quella di partire con i lavori nel 2018 e concludere il cantiere in un paio di anni. Fino ad ora il progetto è stato finanziato con 25 milioni di euro e siamo in attesa degli altri 11 milioni Il Grade è una già realtà, basta entrare al Core per rendersene conto, noi siamo un progetto in fase di realizzazione».
Roberto Abati a nome del Grade fa il punto sul progetto Pet-Tac, la nuova tecnologia che consentirà diagnosi più sicure e precoci oltre ad avere un utilizzo interdisciplinare. «Ad oggi – dice – sono già stati raccolti 620mila euro sui due milioni che è l’obiettivo finale. È significativo che di questo progetto siano partner anche la Fondazione Manodori e Uninidustria anche se in realtà questi due soggetti devono ancora scendere in campo. La cifra raccolta fino ad ora, a cui andranno aggiunti i contributi di Manodori e Unimore, arriva tutta dalla cittadinanza e per noi significa che sono stati oltre 670 i donatori che finanziato un pezzo del progetto. Così come è avvenuto per il Core, ancora una volta è la comunità reggiana che sta facendo la differenza.
«L’obiettivo che ci siamo dati è quello di chiudere il progetto in tre anni, ma credo che potremo anticipare i tempi e concluderlo entro il 2018. Questo concerto – conclude Roberto Abati – è figlio di quello del 2011 con la novità che in questo caso ci sono due sono due associazioni che collaborano insieme. Ma credo soprattutto che questo concerto di Ligabue al PalaBigi rappresenti un valore aggiunto per la comunità reggiana a prescindere dal pur importante risultato economico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Soddisfattissime le due associazioni che hanno messo in piedi l’evento a cui andrà il 50% dell’incasso al netto delle spese anche grazie alla disponibilità del Liga. Ma la nota più significativa di questo concerto - evento che servirà a raccogliere fondi a favore di due progetti “reggiani”, è proprio la collaborazione tra due onlus. Che, come ha detto la presidente di CuraRre Deanna Ferretti, «lavorano entrambe per il nostro ospedale e il farlo insieme assume un valore ancora più importante».
Il primo progetto è quello del Grade per l’acquisto di una Pet che avrebbe dovuto concludersi in tre anni ma l’obiettivo, grazie alla generosità dei reggiani, sarà raggiunto molto prima. Il secondo progetto, di CuraRe, mira a contribuire alla realizzazione del Mire (l’ospedale della donna e il bambino) i cui lavori dovrebbero essere avviati il prossimo anno.
E proprio l’importanza di questa collaborazione, che si realizzerà nel concerto di giovedì, viene sottolineata da Deanna Ferretti per CuraRe e da Roberto Abati per il Grade. «È stato un risultato importante – sottolinea Deanna Ferretti – riuscire a riportare Ligabue a Reggio anche perché grazie a lui siamo riusciti a raggiungere tantissime altre persone. È stato facile trovare l’accordo con il Grade proprio perché lavoriamo tutti per lo stesso obiettivo». Con la presidente di CuraRe abbiamo fatto anche il punto sul progetto Mire. «Siamo in fase di stesura del progetto esecutivo – spiega Deanna Ferretti – la previsione è quella di partire con i lavori nel 2018 e concludere il cantiere in un paio di anni. Fino ad ora il progetto è stato finanziato con 25 milioni di euro e siamo in attesa degli altri 11 milioni Il Grade è una già realtà, basta entrare al Core per rendersene conto, noi siamo un progetto in fase di realizzazione».
Roberto Abati a nome del Grade fa il punto sul progetto Pet-Tac, la nuova tecnologia che consentirà diagnosi più sicure e precoci oltre ad avere un utilizzo interdisciplinare. «Ad oggi – dice – sono già stati raccolti 620mila euro sui due milioni che è l’obiettivo finale. È significativo che di questo progetto siano partner anche la Fondazione Manodori e Uninidustria anche se in realtà questi due soggetti devono ancora scendere in campo. La cifra raccolta fino ad ora, a cui andranno aggiunti i contributi di Manodori e Unimore, arriva tutta dalla cittadinanza e per noi significa che sono stati oltre 670 i donatori che finanziato un pezzo del progetto. Così come è avvenuto per il Core, ancora una volta è la comunità reggiana che sta facendo la differenza.
«L’obiettivo che ci siamo dati è quello di chiudere il progetto in tre anni, ma credo che potremo anticipare i tempi e concluderlo entro il 2018. Questo concerto – conclude Roberto Abati – è figlio di quello del 2011 con la novità che in questo caso ci sono due sono due associazioni che collaborano insieme. Ma credo soprattutto che questo concerto di Ligabue al PalaBigi rappresenti un valore aggiunto per la comunità reggiana a prescindere dal pur importante risultato economico».
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