Gioco d’azzardo a Reggio In fumo 159,5 milioni
Spi Cgil, Federconsumatori, Auser e Papa Giovanni XXIII uniscono le forze Iori: «Molte volte a cadere nella trappola sono donne di mezza età rimaste sole»
REGGIO EMILIA. Il gioco, quel passatempo che ci viene insegnato da bambini come momento di evasione e acculturamento, quando diventa un vizio e un azzardo può trasformarsi in dramma. Quando nessuno ci suggerisce di fermarci crea una “dipendenza” e origina una vera e propria malattia. Il fenomeno è ovviamente generalizzato ma a Reggio si cerca di “curarlo” insegnando, a chi ne è vittima, come uscirne, e a chi viene sfiorato come aggirare l’ostacolo. Così come è stato fatto per molti anziani, sensibilizzati al problema delle truffe e dei raggiri, così ora è nata una task force contro il gioco patologico.
Spi Cgil, Federconsumatori, Auser e Centro sociale Papa Giovanni XXIII, hanno deciso di affrontare questo delicato tema promuovendo una serie di incontri: uno spettacolo, ad ingresso gratuito, per persone di tutte le età, che analizza le problematiche collegate al gioco d’azzardo ed offre suggerimenti utili per uscirne. Saranno rappresentazioni teatrali con il titolo “All’alba vincerò” ideate da Antonietta Centoducati & Gianni Binelli musicate da Ovidio Bigi. Andranno in scena nelle prossime settimane a Rio Saliceto, Vezzano, Albinea, Puianello, Castelnovo Monti, Correggio. Il primo appuntamento è per il 13 ottobre (ore 18.30 con cena a seguire) nella sede dell’associazione culturale Ponte Luna di via Salvaterra a Rubiera. L’anteprima è fissata in città, sabato 30 settembre alle 21, al circolo Orologio.
Ieri la presentazione delle motivazioni, dei contenuti e del programma nella sede della Cgil, con Paola Guidetti che ha presentato i principali protagonisti dell’iniziativa. Giovanni Trisolini, di Federconsumatori, ha portato alcune testimonianze di persone “soffocate” dai debiti contratti con il gioco ed ha definito la rappresentazione «uno spettacolo per far sapere, per suggerire gli strumenti utili a difendersi e per riscattarsi». «In effetti di gioco ci si può ammalare – ha aggiunto Matteo Iori della Papa Giovanni, associazione che si occupa del problema da anni – perché molti lo fanno occasionalmente ma molti altri vanno oltre. E così perdono tempo e denaro, sciupano i risparmi, si indebitano. Molte volte si tratta di donne rimaste sole e di media età. Fra Reggio e Modena abbiamo creato sette centri di recupero e di residenza per chi cerca di guarire». Poi un’annotazione tutta reggiana: «È stato calcolato che, nel 2015, i nostri concittadini hanno investito in gioco 840 milioni di euro e ne hanno persi 159,5 milioni. Si stima che nel 2016 questi valori siano cresciuti di un altro 9%».
Vera Romiti, dell’Auser, che gestisce 41 centri, ha ammesso che la sensibilizzazione contro le truffe agli anziani ha funzionato anche perché proposto in compagnia.
E si è detta certa che servirà anche in questo caso. Antonietta Centoducati, attrice e regista dello show, ha quindi simpaticamente anticipato i contenuti della rappresentazione nella quale lei stessa si trasformerà in una slot machine. Annunciata anche la presenza di persone che stanno lottando per liberarsi di questa patologia.
Lucia Lusenti, di Federconsumatori, ha annuito e condiviso tutti i temi trattati. Perché l’informazione sui rischi della dipendenza aumenta la consapevolezza sociale. (l.v.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
