Reggiolo, colpito da un fulmine: è ancora in rianimazione
Stabili ma molto gravi le condizioni di Alberto Davolio, il reggiolese colpito da un fulmine mentre preparava la griglia
REGGIOLO. Sono stabili le condizioni di Alberto Davolio, l'operaio residente a Reggiolo colpito da un fulmine nel giardino della casa della madre a Rolo. Il 45enne, padre di un bimbo di 7 anni, è ricoverato da domenica scorsa nel reparto di rianimazione del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.
Per i familiari e parenti sono ore d'angoscia. Le condizioni dell’uomo preoccupano i medici e sono sempre molto gravi: non ha mai ripreso conoscenza ed è tenuto in coma farmacologico.
L'uomo è stato colpito da un fulmine domenica, intorno alle 11, mentre si accingeva a preparare il barbecue per cucinare la carne alla griglia. L’incidente è avvenuto nella casa della madre Giovanna, in via Borgazzo 3 a Rolo, dove Alberto stava trascorrendo la domenica.
Nel giardino, in mezzo a un gruppo di alberi tra cui un noce, il 45enne stava predisponendo il necessario per accendere il fuoco e fare le braci. Improvvisamente è scoppiato un forte temporale con tuoni e fulmini. L’operaio ha avvitato la madre che avrebbe portato in casa il cibo, visto il temporale. In quel momento la donna ha visto una luce folgorante accompagnata da un forte boato: purtroppo un fulmine si è scaricato proprio nel giardino dove si trovava l’uomo.
Alberto è stramazzato a terra. La madre Giovanna appena l’ha visto ha iniziato a urlare attirando l'attenzione dei vicini di casa.
Il nipote, presente nella casa, non si è fatto sopraffare dagli eventi e, con grande prontezza, si è precipitato in soccorso allo zio Alberto e ha iniziato il massaggio cardiaco.
Nel frattempo sono arrivati medici e i soccorritori. Una volta stabilizzato, Alberto Davolio è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Reggio.
Il fatto che l'uomo indossasse scarpe antinfortunistiche ha attutito l'effetto della folgorazione, ma Davolio non è affatto fuori pericolo. Ora l’uomo è ancora nel reparto di rianimazione, tenuto in coma farmacologico. La prognosi resta tutt’ora riservata e i medici che l'hanno in cura devono affrontare un doppio problema: anzitutto, quello di consentirgli di superare i postumi dell’assurdo incidente, e poi verificare quali siano le conseguenze del fulmine sui suoi organi. I medici devono infatti appurare se la scarica elettrica abbia provocato danni interni. Serviranno test, esami clinici e molta pazienza. (m.p.)
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