il ricordo
Pattinaggio in musica, tombolate e risate
CASALGRANDE. Sotto le pale delle ruspe se ne va un altro testimone di anni passati: dal ristorante Kelly, che molti ricordano, fino agli ultimi anni fatti di innumerevoli di tombolate.C’era una...
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CASALGRANDE. Sotto le pale delle ruspe se ne va un altro testimone di anni passati: dal ristorante Kelly, che molti ricordano, fino agli ultimi anni fatti di innumerevoli di tombolate.
C’era una volta il Poggio 70… Così iniziavo le favole, e un tempo era veramente una favola entrare in quel locale. Era l’unico posto, negli anni Ottanta, dove si poteva pattinare al ritmo della musica rock e disco. I ragazzi e le ragazze che oggi hanno cinquant’anni venivano dai paesi della montagna o dalla pianura per poter mettersi un paio di pattini e girare a tutta velocità con un paio di ginocchiere. E non si è mai capito come mai, nonostante le continue cadute, nessuno si lamentasse. Anzi, si rideva come matti e si ripartiva, magari andando un po’ più piano. Per i tempi passati, era sicuramente un locale all’avanguardia, dove oltre alla discoteca e alla pista di pattinaggio c’era la piscina all’aperto e quella al coperto. Quella al coperto era famosa per i suoi trampolini alti più di cinque metri e per la profondità della piscina, che permetteva persino gli addestramenti a chi voleva dedicarsi all’attività sub.
Poi i tempi sono cambiati. Le discoteche sono andate in crisi. Basta pensare ai grandi “templi” del divertimento come il Picchio Rosso a Formigine, il Bam Boo a Pavullo nel Frignano o il Marabù a Reggio Emilia, che hanno chiuso e al loro posto sono nati centri commerciali o case. Oppure sono rimasti gli edifici abbandonati.
Il Poggio 70, dopo la crisi delle discoteche, ha resistito per qualche anno come luogo di ristorazione e musica. Vi si svolgevano numerose feste private o di associazioni. Poi, lentamente, si è arrivati alla chiusura, e la struttura è rimasta abbandonata. Pochi anni fa un incendio danneggiò la zona della piscina. Ora sparisce definitivamente una testimonianza di un epoca sicuramente felice dove chi lavorava aveva uno stipendio che gli permetteva di vivere in modo dignitoso e mantenere tranquillamente la famiglia.
Paolo Ruini
C’era una volta il Poggio 70… Così iniziavo le favole, e un tempo era veramente una favola entrare in quel locale. Era l’unico posto, negli anni Ottanta, dove si poteva pattinare al ritmo della musica rock e disco. I ragazzi e le ragazze che oggi hanno cinquant’anni venivano dai paesi della montagna o dalla pianura per poter mettersi un paio di pattini e girare a tutta velocità con un paio di ginocchiere. E non si è mai capito come mai, nonostante le continue cadute, nessuno si lamentasse. Anzi, si rideva come matti e si ripartiva, magari andando un po’ più piano. Per i tempi passati, era sicuramente un locale all’avanguardia, dove oltre alla discoteca e alla pista di pattinaggio c’era la piscina all’aperto e quella al coperto. Quella al coperto era famosa per i suoi trampolini alti più di cinque metri e per la profondità della piscina, che permetteva persino gli addestramenti a chi voleva dedicarsi all’attività sub.
Poi i tempi sono cambiati. Le discoteche sono andate in crisi. Basta pensare ai grandi “templi” del divertimento come il Picchio Rosso a Formigine, il Bam Boo a Pavullo nel Frignano o il Marabù a Reggio Emilia, che hanno chiuso e al loro posto sono nati centri commerciali o case. Oppure sono rimasti gli edifici abbandonati.
Il Poggio 70, dopo la crisi delle discoteche, ha resistito per qualche anno come luogo di ristorazione e musica. Vi si svolgevano numerose feste private o di associazioni. Poi, lentamente, si è arrivati alla chiusura, e la struttura è rimasta abbandonata. Pochi anni fa un incendio danneggiò la zona della piscina. Ora sparisce definitivamente una testimonianza di un epoca sicuramente felice dove chi lavorava aveva uno stipendio che gli permetteva di vivere in modo dignitoso e mantenere tranquillamente la famiglia.
Paolo Ruini
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