Pd, a Reggio Emilia la nuova segreteria parte con le casse vuote
Ufficializzata la ricandidatura dell’uscente Costa in ticket con Tagliavini E nasce un nuovo ufficio dedicato alla raccolta fondi per le iniziative di partito
REGGIO EMILIA . Il Pd reggiano si scopre movimentista e alla ricerca di soldi per svolgere le proprie attività, con i simpatizzanti chiamati a finanziare volta per volta le singole iniziative politiche.
Un movimentismo che si traduce nella possibilità di sottoscrivere la tessera a inizio anno, sposando in toto le tesi Pd, o scendendo in campo a seconda dei temi trattati.
Una scelta che fa sempre più pensare a un “partito liquido” e trasversale, che si è concretizzata con la decisione di costituire un apposito ufficio dedicato alla raccolta fondi, a disposizione della federazione e dei circoli per finanziare le singole campagne. Sarà quindi un Pd diverso dal passato quello che si troverà a guidare il nuovo tandem – uscito dall’accordo tra la maggioranza renziana e la minoranza orlandiana – che prevede la riconferma di Andrea Costa a segretario provinciale e la candidatura di Andrea Tagliavini (renziano e sindaco di Quattro Castella) alla vicesegreteria unica. Vuoi per l’emorragia di iscritti, vuoi per le casse del partito che restano vuote e con pochi spiccioli, nonostante la draconiana Spending Review che ha ridotto del 40% il budget di spesa (fermo restando che gli attuali dipendenti non sono a rischio).
Un taglio che ha colpito anche i compensi dei dirigenti, con l’attuale segretario che è l’unico che percepisce un compenso di 400 euro al mese, come co.co.co. Tutti gli altri, compresa la nuova segreteria a maggioranza renziana che uscirà dal congresso, saranno chiamati a fare volontariato. Anche il bilancio di Festareggio è in sofferenza e il maltempo di quest’anno, che ha ridotto gli incassi, ha aggravato una situazione già deficitaria. Il Pd reggiano, dopo lo scontro tra correnti di quattro anni fa, ha ritrovato un’unità che appare agli stessi dirigenti indispensabile per affrontare le due sfide ravvicinate: le Politiche del 2018 e le Amministrative del 2019, che interesseranno 33 comuni reggiani, compreso il capoluogo.
Due temi, secondo Costa e Tagliavini, «che vanno affrontati con la capacità di innestare innovazione e cambiamento e con la scelta di candidati preparati». I due candidati – per ora unici e probabilmente destinati a restare tali – hanno anche spiegato, alterandosi nelle risposte, che la scelta di andare avanti insieme è dovuta alla consapevolezza dell’importanza della attuale fase politica e per senso di responsabilità nei confronti degli iscritti, che avrebbero mal digerito un congresso a mozioni.
«L’unità – sottolinea Tagliavini – va ricercata nel riconoscere che il Pd ha un segretario eletto e che la sua azione e quella del gruppo dirigente vanno sostenute e irrobustite dai livelli locali. È necessario riconoscersi e promuovere l’azione del Governo e delle riforme fin qui approvate». Insomma basta parlarsi addosso, per parlare con la società. Proprio il confronto con diversi attori, a partire dai partiti a sinistra del Pd, dai sindacati e dai comitati, sono ciò che Costa definisce «la necessità di creare con la società relazioni politiche e sociali che vadano oltre i partiti tradizionali». Intendendo con questo, che la sfida vera alle Amministrative nelle quali viene riconfermata la scelta del centrosinistra, sarà quella di convincere che c’è capacità e voglia di innovarsi anche dove il Pd governa da settant’anni. Una sfida che attende anche Festareggio 2018, che vedrà oltre metà dell’area su cui si è svolta dal 1981 occupata dalla nuova arena. «Resterà al Campovolo – anticipano Costa e Tagliavini – ma avrà un profilo diverso in uno spazio diverso». E dovrebbe costare anche meno.
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