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Brogli a Reggio Emilia, Drammis finisce a processo

Brogli a Reggio Emilia, Drammis finisce a processo

Concesso il giudizio abbreviato ma respinta la richiesta di una perizia psicologica

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REGGIO EMILIA. Si è svolta ieri l’udienza preliminare davanti al giudice Angela Baraldi che vede ora imputato Pietro Drammis, presidente del seggio 7 di viale Montegrappa che era stato indagato nel 2014 per brogli elettorali. Il pubblico ministero Isabella Chiesi aveva chiesto il rinvio a giudizio per Drammis dopo l’inchiesta scoppiata durante le elezioni comunali del 2014 che elessero sindaco Luca Vecchi. Venne fuori che alcune schede erano state manomesse. Ieri Drammis, difeso dall’avvocato Luca Mistrorigo, ha chiesto il giudizio abbreviato, concesso dal giudice, che ha poi rinviato la discussione a novembre. La difesa ha anche chiesto l’ammissione di una perizia sulla capacità di giudizio di Drammis all’epoca dei fatti contestati. Una richiesta però respinta dal giudice. Le indagini della Digos della questura di Reggio Emilia avevano accertato che le manomissioni riguardarono 31 schede, nelle quali vennero aggiunte da una mano diversa - ma sempre la stessa tra una scheda e l’altra - le preferenze. I nomi indicati erano sempre gli stessi: Salvatore Scarpino e Teresa Rivetti, entrambi del Pd. L'inchiesta attirò anche l’attenzione della Dda.

Le accuse di brogli erano state sollevate dal Movimento 5 Stelle nel pieno dello spoglio delle schede comunali. Due erano stati in realtà i casi oggetto di esposto in procura. Sulla doppia vicenda - relativa a gruppi di schede con preferenze per due candidati del Partito democratico con la stessa calligrafia - l’allora procuratore capo Giorgio Grandinetti aveva fatto degli accertamenti. Nella denuncia, presentata dal deputato Maria Elena Spadoni insieme alla rappresentante di lista grillina Alessandra Guatteri si parla infatti di quanto accaduto al seggio numero 7 di viale Montegrappa. Alla presenza di altri due rappresentanti di lista (Mario Lanzafame per la lista “Un’altra Reggio” e Fabrizia Pini per il Pd) si erano accorti che su alcune schede per il Pd risultavano segnate delle preferenze tutte con la stessa grafia: «Su 31 schede sono state apposte preferenze per i candidati Salvatore Scarpino e Teresa Rivetti». Da lì l’inchiesta che ha portato ora Drammis alla sbarra. (e.l.t.)
 

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