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La disco Edelweiss ex tempio delle feste diventato ecomostro

La disco Edelweiss ex tempio delle feste diventato ecomostro

Castelnovo, la struttura è da anni abbandonata a se stessa La crisi edilizia blocca gli investimenti per la riconversione

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CASTELNOVO MONTI. Una volta, passando lungo viale Enzo Bagnoli, uno sguardo lanciato a quel grande edificio bianco su un pendio erboso a lato della strada era capace di evocare sensazioni forti: la voglia che arrivasse il prossimo fine settimana, magari l’attesa per l’appuntamento con una ragazza, l’accordo di incontrarsi lì e bere qualcosa insieme, o semplicemente la voglia di divertirsi con gli amici, ballare e sentire i pezzi di maggior successo del momento. Ora, invece, guardando quello che era la discoteca del capoluogo dell’Appennino, l’Edelweiss (ma in altri periodi anche Edel 2001 o Operà) si prova nostalgia per un luogo di ritrovo chiuso ormai da anni, per i ricordi che gli sono rimasti incollati addosso, oppure un certo disagio perché, proprio a causa dei tanti anni di inutilizzo, quello che fu un tempio del divertimento montano oggi è quasi un “ecomostro”, a due passi dal centro.

La situazione edilizia dell’Edelweiss non è troppo dissimile da altri presenti in centri dell’Appennino: di proprietà di una società castelnovese attiva in campo edilizio, da ormai diversi anni nei documenti urbanistici è prevista la possibilità di riconversione, che in realtà sarebbe una demolizione e ricostruzione, per realizzare unità abitative, con una metratura limitata che potrebbe essere utilizzata anche per spazi commerciali o uffici. Poco più di 1000 metri quadri di superficie utile in tutto.

Qualche anno fa sembrava vicino l’avvio dell’intervento, per il quale la società proprietaria potrebbe presentare in qualsiasi momento i documenti necessari essendo di fatto già previsto nel Poc, ma poi è arrivata la crisi edilizia, che in montagna ha “morso” ancor più forte che in pianura, visto che la richiesta di alloggi è minore e restano ancora unità invendute realizzate negli ultimi anni prima dello scoppio della bolla. Il mercato quindi è ancora piuttosto fermo, fatica a riaccendersi, e quindi non se ne è fatto più nulla.

La situazione intanto è, almeno dal punto di vista estetico, piuttosto impattante. Nel 2010 l’edificio rischiò anche di andare bruciato: un principio d’incendio, di origine dolosa, venne appiccato all’interno dell’ex discoteca, ma per fortuna fu subito sventato da due squadre dei Vigili del fuoco del distaccamento locale, chiamate dai residenti nelle vicinanze. I Carabinieri avevano fermato un gruppetto di ragazzini che avevano forzato una porta sul retro e fatto per qualche tempo del locale il loro “rifugio”.

Oggi l’Edelweiss resta lì, a ricordare l’epoca d’oro delle discoteche. Edelweiss, Tavernetta, Sapoteka, come Marabù, Epsylon, Adrenaline in pianura, sono nomi che provocano ancora un brivido in chi ne ha conosciuto i fasti, ma ad essere cambiate sono in generale le modalità di divertirsi dei ragazzi, che oggi preferiscono “club” o locali di impostazione più moderna. Eppure quando al Parco Tegge vengono organizzate le serate Remember Edelweiss, feste come erano una volta, arrivano centinaia di persone, giovani di oggi e giovani di ieri, che si ritrovano per immergersi nella musica, degli anni ’80 e ’90 insieme a quella odierna. E tutti si divertono alla grande. (l.t.)

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