Alla Asp Don Cavalletti scatta lo stato di agitazione
Carpineti: i dipendenti temono ripercussioni per l’eventuale privatizzazione «Sono poco chiari gli aspetti economici, gestionali, normativi e contrattuali»
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CARPINETI. Entra in stato di agitazione il personale dipendente dell’Asp Don Cavalletti, l’azienda di servizi alla persona di Poiago di Carpineti di proprietà pubblica (i soci sono i Comuni appenninici) che gestisce la casa protetta del paesino e il servizio di assistenza domiciliare in una buona fetta della montagna reggiana. Nei mesi scorsi i Comuni soci hanno commissionato uno studio di sostenibilità aziendale per il futuro dopo anni di bilanci in passivo, visto che solo nel 2016 si è raggiunta la parità. Il prospetto prevede fra le ipotesi il passaggio completo delle attività dell’Asp a realtà private, mentre a oggi la residenza per anziani è divisa in due blocchi: una gestita direttamente dall’Asp con personale proprio, equiparato a dipendenti comunali; la seconda affidata da parecchi anni a una cooperativa di servizi. Questo quadro potenziale ha messo in allarme il personale Asp, una ventina di persone, soprattutto sul loro futuro professionale e sull’eventuale passaggio a una cooperativa privata.
Mercoledì si è tenuta un’assemblea del personale assieme ai rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. In questa riunione, lavoratrici e sindacati hanno deciso di dichiarare ufficialmente lo stato di agitazione. I motivi? Le prospettive spiegate dal sindaco carpinetano Tiziano Borghi a fine luglio «oltre a non chiarire in maniera esauriente e convincente gli aspetti economici che stanno alla base dell'eventuale scelta di privatizzazione, non chiariscono neppure gli aspetti relativi al modello gestionale né tantomeno quelli normativi e contrattuali». E l’ipotesi di azienda speciale? Viene «respinta», così come la «conseguente trasformazione dei contratti pubblici in contratti privati peraltro in assenza degli opportuni chiarimenti circa l'eventuale tipologia di contratto da applicare».
Sulla vicenda interviene anche il Pd carpinetano, all’opposizione in consiglio: «Riteniamo necessario tanto salvaguardare i servizi offerti dalla struttura quanto garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e i diritti acquisiti dai dipendenti», affermano dal circolo locale. Per il Pd la «situazione è assolutamente paradossale. Lo scorso anno il sindaco Borghi ha annunciato il pareggio di bilancio della struttura rassicurando la comunità sul futuro dell'istituto. Siamo molto stupiti della fretta con cui oggi Borghi sembra volere procedere verso la liquidazione». Anche perché «questa operazione non è indolore, e temiamo che il prezzo più alto sarà pagato dai lavoratori e dalle loro famiglie». Questa sera è in programma il consiglio comunale a Carpineti, e durante la seduta verrà discussa anche un’interpellanza del Pd su questo tema in cui fanno domande sulla gestione dell’Asp: «Dopo il pensionamento del precedente direttore dell'istituto a metà agosto, non è stato individuato un sostituto e non è stato ancora nominato un vicario. Siamo curiosi di capire chi e a che titolo possa oggi firmare gli atti necessari per il normale funzionamento della struttura. Ci sembra di ravvedere in questo addirittura una violazione di natura statutaria e ci troviamo nella condizione di dovere pretendere immediati provvedimenti da parte dell'assemblea dei soci». (adr.ar.)
Mercoledì si è tenuta un’assemblea del personale assieme ai rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. In questa riunione, lavoratrici e sindacati hanno deciso di dichiarare ufficialmente lo stato di agitazione. I motivi? Le prospettive spiegate dal sindaco carpinetano Tiziano Borghi a fine luglio «oltre a non chiarire in maniera esauriente e convincente gli aspetti economici che stanno alla base dell'eventuale scelta di privatizzazione, non chiariscono neppure gli aspetti relativi al modello gestionale né tantomeno quelli normativi e contrattuali». E l’ipotesi di azienda speciale? Viene «respinta», così come la «conseguente trasformazione dei contratti pubblici in contratti privati peraltro in assenza degli opportuni chiarimenti circa l'eventuale tipologia di contratto da applicare».
Sulla vicenda interviene anche il Pd carpinetano, all’opposizione in consiglio: «Riteniamo necessario tanto salvaguardare i servizi offerti dalla struttura quanto garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e i diritti acquisiti dai dipendenti», affermano dal circolo locale. Per il Pd la «situazione è assolutamente paradossale. Lo scorso anno il sindaco Borghi ha annunciato il pareggio di bilancio della struttura rassicurando la comunità sul futuro dell'istituto. Siamo molto stupiti della fretta con cui oggi Borghi sembra volere procedere verso la liquidazione». Anche perché «questa operazione non è indolore, e temiamo che il prezzo più alto sarà pagato dai lavoratori e dalle loro famiglie». Questa sera è in programma il consiglio comunale a Carpineti, e durante la seduta verrà discussa anche un’interpellanza del Pd su questo tema in cui fanno domande sulla gestione dell’Asp: «Dopo il pensionamento del precedente direttore dell'istituto a metà agosto, non è stato individuato un sostituto e non è stato ancora nominato un vicario. Siamo curiosi di capire chi e a che titolo possa oggi firmare gli atti necessari per il normale funzionamento della struttura. Ci sembra di ravvedere in questo addirittura una violazione di natura statutaria e ci troviamo nella condizione di dovere pretendere immediati provvedimenti da parte dell'assemblea dei soci». (adr.ar.)
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