La maggioranza vacilla sul piano estrattivo
Casalgrande: astensioni sulla riduzione della percentuale naturalistica di un’area. M5S: «Pd spaccato»
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CASALGRANDE. Movimentato il consiglio comunale del 21 settembre, dove era in discussione la variante parziale al vigente Pae (Piano delle attività estrattive comunali). Su richiesta della Calcestruzzi Corradini Spa, proprietaria del terreno in questione, situato a Salvaterra vicino al Secchia, la variante avrebbe dovuto rimodulare l’incidenza della componente naturalistica dal 40% al 30% della superficie disponibile, per favorire la realizzazione di appezzamenti agricoli per la coltivazione di piante e il commercio del legno prodotto. L’argomento ha scaturito opinioni contrastanti anche all’interno della maggioranza. Per il gruppo M5S, è «l’ennesimo allarmante segnale all’interno della maggioranza di Casalgrande. La spaccatura è avvenuta a fronte di un emendamento proposto dal consigliere Daviddi per conto di “Casalgrande è Passione”, lista civica in appoggio alla maggioranza stessa. L’emendamento, caldamente sostenuto dal M5S e da tutta quanta l’opposizione, ricolloca la percentuale originaria prescritta nel Pae, tutelando in questo modo un territorio già fortemente stressato anche a causa della devastante pratica di attività estrattiva di ghiaia. E’ stravagante che in Consiglio sia stato presentato un testo che, se non corretto, avrebbe sottratto al patrimonio collettivo un’importante area di salvaguardia ambientale, a beneficio di un interesse privato».
L’inizio del Consiglio è avvenuto con una decina di minuti di ritardo perché – segnala il M5S – «tutta la maggioranza, riunita nell’ufficio del sindaco, si è attardata per un confronto a porte chiuse di cui non sono note le argomentazioni. Sicuramente verrà puntualmente precisato che tutto è sotto controllo, che il clima interno al gruppo è disteso più che mai, che la maggioranza è coesa e quanto è avvenuto è prova di elevata democrazia, vista la facoltà dei singoli di esprimersi in modo difforme. La cosa certa è che sulla politica di tutela e salvaguardia ambientale nella maggioranza c’è un evidente disaccordo, o forse, semplicemente, non hanno le idee chiare. Ne è prova la mail che il capogruppo della maggioranza (Pd) Magnani ha inviato a tutto il gruppo consiliare, poche ore prima del Consiglio, per annunciare il voto favorevole all’emendamento Daviddi, salvo poi risultare in disaccordo col sindaco stesso e altri quattro consiglieri di maggioranza, che, dopo un tentativo estremo ed improbabile per difendere e mantenere integra la richiesta di Corradini, da parte del primo cittadino, si sono astenuti. I fatti segnalano dunque, un capogruppo che gestisce in modo strano il suo ruolo comunicando decisioni non condivise e, soprattutto in conflitto col sindaco, fatto che la dice lunga sul controllo che lo stesso ha sulla maggioranza».
L’inizio del Consiglio è avvenuto con una decina di minuti di ritardo perché – segnala il M5S – «tutta la maggioranza, riunita nell’ufficio del sindaco, si è attardata per un confronto a porte chiuse di cui non sono note le argomentazioni. Sicuramente verrà puntualmente precisato che tutto è sotto controllo, che il clima interno al gruppo è disteso più che mai, che la maggioranza è coesa e quanto è avvenuto è prova di elevata democrazia, vista la facoltà dei singoli di esprimersi in modo difforme. La cosa certa è che sulla politica di tutela e salvaguardia ambientale nella maggioranza c’è un evidente disaccordo, o forse, semplicemente, non hanno le idee chiare. Ne è prova la mail che il capogruppo della maggioranza (Pd) Magnani ha inviato a tutto il gruppo consiliare, poche ore prima del Consiglio, per annunciare il voto favorevole all’emendamento Daviddi, salvo poi risultare in disaccordo col sindaco stesso e altri quattro consiglieri di maggioranza, che, dopo un tentativo estremo ed improbabile per difendere e mantenere integra la richiesta di Corradini, da parte del primo cittadino, si sono astenuti. I fatti segnalano dunque, un capogruppo che gestisce in modo strano il suo ruolo comunicando decisioni non condivise e, soprattutto in conflitto col sindaco, fatto che la dice lunga sul controllo che lo stesso ha sulla maggioranza».
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