Più che raddoppiati i bisognosi italiani
A Reggio non solo gli immigrati sono incapaci di sostenersi «Rispetto a dieci anni fa ora i connazionali sfiorano il 25%»
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REGGIO EMILIA. La povertà non è più una discriminante esclusiva degli immigrati; cresce infatti il numero degli italiani che si trovano in una disastrosa situazione economica. Il tema non è nuovo e purtroppo il fenomeno è in continua ascesa. Sono considerazioni accennate da don Giuseppe Dossetti nella lettera aperta (che riportiamo oggi integralmente all’interno del giornale) inviata alle famiglie della parrocchia in vista delle celebrazioni in programma per la Sagra di San Pellegrino. Vale la pena ricordare che da anni il parroco reggiano si è posto il problema dell’ospitalità e dell’assistenza alle persone disagiate talvolta anche in modo singolare e insolito; in passato, ad esempio, ha concesso l’accoglienza ad alcune persone negli spazi retrostanti l’altare della chiesa parrocchiale. Chi monitora costantemente la materia è poi la Caritas reggiana che poche settimane addietro ha diffuso i dati raccolti in ambito locale e ieri mattina ribaditi, con ulteriori approfondimenti, nell’incontro diocesano del clero che si è svolto nell’aula magna del seminario cittadino.
Quasi 150 i sacerdoti che hanno seguito le annotazioni del direttore Isacco Rinaldi che ha suggerito ai convenuti di sviluppare il tema della povertà e della carità, attraverso la lettura del Vangelo, nelle omelie che svolgeranno. Un invito pastorale a ripensare la situazione dei più miseri. «Fino a dieci anni fa i nostri connazionali erano circa il 10% delle persone incapaci di sostenersi – ricorda Rinaldi – oggi sono più che raddoppiati, sfiorano ormai il 25%. In pratica circa una su quattro delle persone che incontriamo svolgendo la nostra attività è italiana. Nell’immaginario collettivo questo significativo dato sfugge».
Ma chi è che naviga in così cattive acque da dover ricorrere alla generosità del sistema pubblico e della collettività? «Nella maggior parte dei casi si tratta di uomini – conclude il direttore – ma sta vistosamente lievitando anche il numero delle donne, e purtroppo molte volte sono madri con figli, famiglie, interi nuclei. Sono persone di tutte le età».
La riflessione si inserisce perfettamente nella Giornata mondiale dei Poveri che è in calendario per il 19 novembre e che propone appunto di ripensare al compito cristiano della solidarietà e della condivisione. (l.v.)
Quasi 150 i sacerdoti che hanno seguito le annotazioni del direttore Isacco Rinaldi che ha suggerito ai convenuti di sviluppare il tema della povertà e della carità, attraverso la lettura del Vangelo, nelle omelie che svolgeranno. Un invito pastorale a ripensare la situazione dei più miseri. «Fino a dieci anni fa i nostri connazionali erano circa il 10% delle persone incapaci di sostenersi – ricorda Rinaldi – oggi sono più che raddoppiati, sfiorano ormai il 25%. In pratica circa una su quattro delle persone che incontriamo svolgendo la nostra attività è italiana. Nell’immaginario collettivo questo significativo dato sfugge».
Ma chi è che naviga in così cattive acque da dover ricorrere alla generosità del sistema pubblico e della collettività? «Nella maggior parte dei casi si tratta di uomini – conclude il direttore – ma sta vistosamente lievitando anche il numero delle donne, e purtroppo molte volte sono madri con figli, famiglie, interi nuclei. Sono persone di tutte le età».
La riflessione si inserisce perfettamente nella Giornata mondiale dei Poveri che è in calendario per il 19 novembre e che propone appunto di ripensare al compito cristiano della solidarietà e della condivisione. (l.v.)
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