Sesso con minorenni le decine di vittime disertano il processo
Chiesti 10 anni, Costa si difende: «Sembravano maggiorenni» Rigettata la perizia psichiatrica, solo il Comune è parte civile
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REGGIO EMILIA. Ha detto di «provare vergogna» e di essere «molto pentito per quanto fatto», affermando di essere incorso nei reati commessi a causa del suo «sentirsi solo». Non solo: ha anche detto che quei ragazzini con i quali faceva sesso «erano consenzienti e sembravano quasi maggiorenni», salvo averne adescati anche di 14 anni. Una narrazione diversa rispetto ai fatti contestati, offerta ieri con dichiarazioni spontanee da Elisandro Dos Anjos Costa, 40enne brasiliano, imputato per atti sessuali con minori e detenzione di materiale pedopornografico, comparso ieri in tribunale a Bologna per la prima udienza dal processo a suo carico, nel quale è difeso dall’avvocato Michele Gatti e dalla collega Sarah Casarini. Le sue dichiarazioni sono state ascoltate anche dal sostituto procuratore di Bologna Roberto Ceroni, che ha chiesto una condanna a 15 anni e una multa di 60.000 euro, ridotti a 10 anni e a 40.000 euro per la scelta del rito abbreviato. L’uomo era stato arrestato nell’estate dello scorso anno dai carabinieri, dopo che aveva tentato di uccidere con un coltello una donna di 52 anni intervenuta a Canali per difendere il figlio dalle sue attenzioni (fatto per il quale è imputato in un altro processo). Da lì erano poi emersi grazie all’indagine “Lost innocence” dei militari dell’Arma di Reggio, gli adescamenti compiuti dal brasiliano accusato di aver portato nella sua abitazione di Reggio Emilia decine di ragazzi negli ultimi anni.
Al termine del suo intervento, la difesa del 40enne ha chiesto di procedere con una perizia psichiatrica sulle capacità di intendere e di volere dell'imputato. Pm e parte civile si sono opposte e il Gup ha disposto il procedere senza la perizia. L’udienza è stata sospesa e aggiornata al 7 dicembre, quando saranno chiamate in causa la parte civile Comune di Reggio Emilia (difesa dall’avvocato Marco Scarpati) e la difesa. Non è stata invece presentata alcuna richiesta di ammissione come parte civile da parte delle famiglie delle decine di vittime, forse guidate dalla vergogna per quanto avvenuto. Fatto che ha lasciato diverse perplessità visto che siamo di fronte a uno dei casi più eclatanti di atti sessuali con minori: il numero di quelli accertati dalla procura si aggira finora sui 30 casi ma sarebbero molti di più visto il materiale sequestrato. Anche le vittime diventate nel frattempo maggiorenni non si sono costituite parte civile.
Non è stata invece ammessa La Caramella Buona Onlus, associazione reggiana a difesa dei minori contro le violenze. «Così si cancella il principio sancito dalla Suprema Corte di Cassazione che consente alle associazioni di costituirsi parte civile proprio laddove il reato posto in essere vada a ledere il proprio oggetto statutario - dice il presidente de La Caramella Buona, Roberto Mirabile -. Se dovesse passare questo principio, vedremmo precluso il diritto di accedere ai processi per tutte quelle realtà che tutelano quei cittadini che, in questo modo, si vedrebbero sostanzialmente abbandonati a loro stessi».
Enrico Lorenzo Tidona
Al termine del suo intervento, la difesa del 40enne ha chiesto di procedere con una perizia psichiatrica sulle capacità di intendere e di volere dell'imputato. Pm e parte civile si sono opposte e il Gup ha disposto il procedere senza la perizia. L’udienza è stata sospesa e aggiornata al 7 dicembre, quando saranno chiamate in causa la parte civile Comune di Reggio Emilia (difesa dall’avvocato Marco Scarpati) e la difesa. Non è stata invece presentata alcuna richiesta di ammissione come parte civile da parte delle famiglie delle decine di vittime, forse guidate dalla vergogna per quanto avvenuto. Fatto che ha lasciato diverse perplessità visto che siamo di fronte a uno dei casi più eclatanti di atti sessuali con minori: il numero di quelli accertati dalla procura si aggira finora sui 30 casi ma sarebbero molti di più visto il materiale sequestrato. Anche le vittime diventate nel frattempo maggiorenni non si sono costituite parte civile.
Non è stata invece ammessa La Caramella Buona Onlus, associazione reggiana a difesa dei minori contro le violenze. «Così si cancella il principio sancito dalla Suprema Corte di Cassazione che consente alle associazioni di costituirsi parte civile proprio laddove il reato posto in essere vada a ledere il proprio oggetto statutario - dice il presidente de La Caramella Buona, Roberto Mirabile -. Se dovesse passare questo principio, vedremmo precluso il diritto di accedere ai processi per tutte quelle realtà che tutelano quei cittadini che, in questo modo, si vedrebbero sostanzialmente abbandonati a loro stessi».
Enrico Lorenzo Tidona
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