Unimore, adesso le aule scoppiano
Per molti corsi c’è un sovraffollamento di matricole Studenti in piedi o per terra. Malumori fra i docenti
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA . Mentre nel resto d’Italia molti atenei lamentano il crollo delle iscrizioni, a Reggio l’esplosione dell’università comincia a rendere insufficienti i locali disponibili per lezioni ed esercitazioni. In qualche caso le aule sono affollate oltre la capienza e quindi, a parte il disagio imposto agli studenti in piedi o seduti per terra, i docenti si addossano pesanti responsabilità per la violazione delle norme di sicurezza.
Il problema riguarda marginalmente i corsi a numero chiuso di Scienze della formazione primaria, agraria e professioni sanitarie. Gli altri corsi sono invece alle prese con il sovraffollamento delle aule destinate alle matricole, aumentate vertiginosamente nello scorso anno e in previsione di crescita.
All’inizio quasi tutti gli studenti frequentano assiduamente le lezioni. Se in seguito la frequenza non diminuisse, l'università reggiana sarebbe già scoppiata. Palazzo Dossetti, malgrado le dimensioni, è quello che stenta maggiormente ad accogliere gli iscritti: «Per l’anno accademico 2017/2018 – riferisce Giorgio Zanetti, direttore del dipartimento di Scienze umane – abbiamo già 470 matricole di Scienze dell’educazione. Altre se ne aggiungeranno. L’aula più grande ha una capienza massima di 200 persone. Quindi per i primi due anni del corso abbiamo previsto lo sdoppiamento degli insegnamenti, che comporta un dispendio di risorse per il sovraccarico della didattica e, quindi, la necessità di assumere nuovi docenti tramite concorso o a contratto. Nell’ultimo anno, per fortuna, la frequenza cala. Le stesse difficoltà le deve affrontare il corso di Scienze della comunicazione, con il quale dividiamo sia la sede di viale Allegri sia quella di via Fogliani, che ha aule ancora più piccole. Scienze della comunicazione è arrivato ad occupare in qualche caso anche l'aula magna Manodori. In futuro, se continuerà la crescita, dovremo reperire altri locali». Meno critica la situazione dell’ex-San Lazzaro, dove il dipartimento di ingegneria occupa il padiglione Buccola e il Tamburini. Eppure le iscrizioni sono aumentate: «L’anno scorso – spiega il direttore Eugenio Dragoni – siamo arrivati ad avere 350 matricole dei corsi triennali, oltre alle 150 dei magistrali. Quest’anno contiamo più di 1.300 iscritti. Abbiamo otto aule da 110 o 120 posti e tre da 40. Le riempiamo ai limiti della norma. I laboratori sono insufficienti, ma è stato stanziato il finanziamento per un nuovo laboratorio su un terreno attiguo al Buccola. Intanto utilizziamo anche uno spazio nel Tecnopolo. In futuro avremo a disposizione, con altri dipartimenti, l’auditorium dell'ex-villa Marchi». (l.s.)
Il problema riguarda marginalmente i corsi a numero chiuso di Scienze della formazione primaria, agraria e professioni sanitarie. Gli altri corsi sono invece alle prese con il sovraffollamento delle aule destinate alle matricole, aumentate vertiginosamente nello scorso anno e in previsione di crescita.
All’inizio quasi tutti gli studenti frequentano assiduamente le lezioni. Se in seguito la frequenza non diminuisse, l'università reggiana sarebbe già scoppiata. Palazzo Dossetti, malgrado le dimensioni, è quello che stenta maggiormente ad accogliere gli iscritti: «Per l’anno accademico 2017/2018 – riferisce Giorgio Zanetti, direttore del dipartimento di Scienze umane – abbiamo già 470 matricole di Scienze dell’educazione. Altre se ne aggiungeranno. L’aula più grande ha una capienza massima di 200 persone. Quindi per i primi due anni del corso abbiamo previsto lo sdoppiamento degli insegnamenti, che comporta un dispendio di risorse per il sovraccarico della didattica e, quindi, la necessità di assumere nuovi docenti tramite concorso o a contratto. Nell’ultimo anno, per fortuna, la frequenza cala. Le stesse difficoltà le deve affrontare il corso di Scienze della comunicazione, con il quale dividiamo sia la sede di viale Allegri sia quella di via Fogliani, che ha aule ancora più piccole. Scienze della comunicazione è arrivato ad occupare in qualche caso anche l'aula magna Manodori. In futuro, se continuerà la crescita, dovremo reperire altri locali». Meno critica la situazione dell’ex-San Lazzaro, dove il dipartimento di ingegneria occupa il padiglione Buccola e il Tamburini. Eppure le iscrizioni sono aumentate: «L’anno scorso – spiega il direttore Eugenio Dragoni – siamo arrivati ad avere 350 matricole dei corsi triennali, oltre alle 150 dei magistrali. Quest’anno contiamo più di 1.300 iscritti. Abbiamo otto aule da 110 o 120 posti e tre da 40. Le riempiamo ai limiti della norma. I laboratori sono insufficienti, ma è stato stanziato il finanziamento per un nuovo laboratorio su un terreno attiguo al Buccola. Intanto utilizziamo anche uno spazio nel Tecnopolo. In futuro avremo a disposizione, con altri dipartimenti, l’auditorium dell'ex-villa Marchi». (l.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
