Gazzetta di Reggio

Reggio

Anti-comunismo, si decide mercoledì

di Luciano Salsi
Anti-comunismo, si decide mercoledì

Nella prossima riunione dei capigruppo si stabilirà se e quando portare il testo in Sala Tricolore. Il Pd ironizza: «Una follia»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA . Si intravede un percorso minato di fronte alla mozione che Gianluca Vinci, capogruppo della Lega, ha depositato in Comune per chiedere che le immagini e i simboli del Comunismo siano messi al bando come quelli del fascismo e del nazismo vietati dalla legge Fiano, approvata dalla Camera e ora al vaglio del Senato. Lo fa presagire il coro di commenti sfavorevoli, oscillanti fra il dileggio e l’indignazione, che si è subito levato. Spetterà mercoledì alla conferenza dei capigruppo, proporne l’eventuale iscrizione all’ordine del giorno della seduta consiliare di lunedì 9 ottobre, sulla base della data di presentazione, dell’interesse e dell’urgenza.

Il compito di redigerlo è affidato a Emanuela Caselli, presidente del consiglio comunale, che riferisce: «A mio parere questa mozione non riveste un carattere di priorità. Tuttavia se i capigruppo riterranno opportuno discuterla subito, mi adeguerò al loro parere». Andrea Capelli, capogruppo Pd, non esclude tale eventualità: «Sono solo quattro o cinque le nuove mozioni finora depositate – spiega –. I consiglieri Pd, però, non prendono sul serio la proposta. Mi sono arrivati messaggi in cui la commentano con ilarità». Significativa la reazione di Dario De Lucia, che su Facebook ha ironicamente postato un appello a farsi prestare, da chi la possiede, una maglietta rossa da indossare nella prossima seduta consiliare.

«Anche a me – incalza Capelli – la mozione della Lega sembra più che altro una provocazione, basata su un’analisi storica superficiale, che potrebbe essere fatta da un bambino. Il parallelismo con la legge Fiano è pura follia. Vinci ne ha fatto un copia e incolla, ma la storia non si fa con il copia e incolla. Non si possono mettere sullo stesso piano il nazifascismo e il comunismo, tanto meno il comunismo sovietico e quello italiano». Tutto lascia prevedere, quindi, che la bocciatura prima o poi sarà inevitabile, quando la mozione arriverà in sala Tricolore. Ma quand’anche fosse approvata, come ha fatto la maggioranza di centrodestra a Soragna, in provincia di Parma, varando lo stesso testo inviato da Vinci a 70 comuni emiliani, impegnerebbe semplicemente il sindaco, che non ha competenza in materia, a chiedere al Governo, che pure non legifera, di ostracizzare il comunismo: un’impresa impossibile nelle attuali condizioni politiche. In terra reggiana, poi, la memoria del recente passato è ancora vivissima. Nessuno, a Cavriago, si sogna di abbattere il busto di Lenin, intorno al quale si radunano ogni anno gli ultimi epigoni del bolscevismo. Sa di folclore, peraltro, il lambrusco di produzione propria che Ramon Delmonte, fondatore del circolo Medardo Rosso, offre a Montecavolo con le etichette Rosso Stalin e Rossissimo Lenin.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google