Gazzetta di Reggio

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Ramon delmonte 

Il vignaiolo rosso non ci sta «Non conoscono la storia»

di Adriano Arati
Il vignaiolo rosso non ci sta «Non conoscono la storia»

REGGIO EMILIA . «La proposta della Lega di mettere al bando il comunismo? Non tiene conto della storia, se questi fascisti oggi possono dire queste cose è perché i comunisti si sono fatti ammazzare...

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REGGIO EMILIA . «La proposta della Lega di mettere al bando il comunismo? Non tiene conto della storia, se questi fascisti oggi possono dire queste cose è perché i comunisti si sono fatti ammazzare anche per la loro libertà». È secca, non come il suo vino, la riflessione di Remo “Ramòn” Delmonte, il conosciuto produttore di due particolari tipologie di lambrusco, il “Rosso Stalin” e il “Rossissimo Lenin”, finite alla cronaca nazionale negli anni scorsi. Delmonte ha realizzato le bottiglie per il centro di poesia, arte e cultura Medardo Rosso di Montecavolo alcuni anni fa; rapidamente le bottiglie sono diventate un piccolo culto per regali natalizi e “schermaglie” politiche.

Facile capire da che parte stia Delmonte parlando della proposta che la Lega vuole presentare anche nel Reggiano.

«Teniamo conto che l’Unione Sovietica di Stalin ha avuto trenta milioni di morti e ha tenuto in piedi la guerra da sola. Anche nel 1944, quando gli americani sono sbarcati in Francia, sarebbero rimasti inchiodati sulle spiagge della Normandia se l’Unione Sovietica non fosse stata in attacco ad est». Per venire alla questione italiana, «i partigiani hanno salvato l’Italia dal fascismo: si sono fatti impiccare, ammazzare, torturare per difendere anche quei fascisti che oggi hanno queste posizioni».

Delmonte riserva anche una puntura al segretario provinciale della Lega Gianluca Vinci. «Mi meraviglia questo Vinci, so che è di famiglia sarda e una volta la Lega aveva idee precise: dalla Lombardia in giù, forse anche in Emilia, erano tutti “terroni”. E lui che guida la Lega è figlio di sardi, conosco bene il padre, è una brava persona», sorride il vignaiolo rosso. «Non giudico le persone, non le conosco, ma queste sono posizioni fasciste, e loro possono esprimerle grazie ai comunisti che si sono fatti ammazzare. Se avessero vinto i fascisti e i nazisti ci sarebbero stati ancora campi di concentramento e forni crematori».

A Reggio la proposta può apparire come una provocazione ma «il problema è a livello nazionale, la destra fascista sta uscendo da dove si era rintanata e sta creando problemi sull’onda della cosiddetta invasione straniera». Per Delmonte «si possono contestare i comunisti, criticarli, ma non ci si può scordare che nella seconda guerra mondiale erano dalla parte giusta contro i fascismi e il nazismo di Italia, Germania e Giappone».

Il tema storico per Delmonte è quello cruciale: «Non si può dimenticare quanto hanno dato l’Unione Sovietica e la Cina. Ci scordiamo spesso la Cina, che nella guerra col Giappone ha perso oltre 30 milioni di persone. Il nazismo era quello dei campo di sterminio, delle torture, degli esperimenti scientifici sui bambini», conclude.

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