Gazzetta di Reggio

Reggio

In preda all’alcol per anni picchia e minaccia la moglie

di Leonardo Grilli
In preda all’alcol per anni picchia e minaccia la moglie

Il marito arrestato dopo una lunga indagine della polizia Tentava di rintracciare la donna in una struttura protetta 

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REGGIO EMILIA. Poco più di un anno fa, il 24 agosto 2016, era stato sorpreso dagli agenti della Volante della questura di Reggio Emilia con in mano una bottiglia di plastica contenente un liquido, probabilmente un acido, nei pressi della struttura protetta dove la moglie in via di separazione si era rifugiata a seguito di anni di violenze e soprusi.

Ed è proprio da questo ultimo episodio che è partita l’indagine della squadra mobile reggiana che, coordinata dal sostituto procuratore Valentina Salvi, ha portato giovedì all’arresto di un 44enne campano da anni residente in città. Rivelando come l’appostamento sotto il rifugio della donna fosse solo la punta dell’iceberg di una vicenda molto più lunga e drammatica. La polizia infatti in un anno di indagini ha ricostruito nei dettagli tutti gli insulti, le angherie e le percosse subite dalla donna in dieci anni di convivenza matrimoniale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dopo un periodo di violenze verbali che si sono protratte dal 2000 al 2007, il comportamento del marito ha subìto un’impennata favorita, anche, dall’abuso di sostanze alcoliche.

Dalle ingiurie si è infatti passati alle percosse frequenti, spesso sfociate in lesioni personali provocando, in almeno un’occasione, una frattura del setto nasale e una copiosa perdita di sangue. Ma la rabbia del 44enne contro sua moglie non si è limitata a questo, sfociando anche in scatti d’ira contro i mobili di casa, letteralmente fatti a pezzi, e in minacce con martelli e coltelli, fino all’ultimo episodio di appostamento con la bottiglia di quello che si sospetta fosse acido.

La donna, alla fine, è però riuscita a trovare la forza per chiedere aiuto ed è stata accolta in una struttura protetta. Ma l’uomo non si è arreso e, ad agosto del 2016, ha cercato di riprendere contatto con lei. Un tentativo che giovedì gli ha però garantito le manette ai polsi dopo che, grazie alle prove raccolte dalla Mobile, il gip Angela Baraldi ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Ieri infine, al tribunale di Reggio Emilia, si è svolto l’interrogatorio di garanzia. Il campano, difeso dagli avvocati di fiducia Noris Bucchi e Luigi Scarcella, ha parlato poco ma, nelle sue brevi dichiarazioni spontanee, ha ammesso i maltrattamenti compiuti contro la moglie negli ultimi anni, dicendosi dispiaciuto e chiedendo scusa per quanto commesso.

Secondo quanto raccontato dal 44enne, infatti, la responsabilità delle sue azioni sarebbe da attribuire a una grave dipendenza dagli alcolici. Circostanza che sembrerebbe trovare conferma nel fatto che l’uomo è già seguito dal Sert e da quanto raccontato da alcuni testimoni, che hanno riferito del comportamento violento dell’uomo precisando che «da sobrio è una persona normale».

Al termine dell’udienza il gip ha quindi ravvisato i gravi indizi di colpevolezza per quanto commesso dal 2007 in avanti e ha confermato la custodia cautelare in carcere con l’accusa di maltrattamenti.

«Non abbiamo voluto avanzare nessuna richiesta di custodia alternativa al carcere – ha spiegato l’avvocato Scarcella – ma ci riserviamo di farlo dopo aver verificato l’eventuale disponibilità di domicili alternativi».

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