Gazzetta di Reggio

Reggio

In rivolta i partiti con la falce e il martello

Il Pci e Rifondazione: «Le libertà di cui godiamo le dobbiamo a chi ha combattuto il fascismo»

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REGGIO EMILIA . La reazione più dura alla mozione della Lega non poteva non venire da quei partiti che ancora esibiscono con orgoglio falce e martello. Alessandro Fontanesi, segretario provinciale del raggruppamento che ha riadottato la denominazione storica di Partito comunista italiano, prende le distanze anche dalla legge Fiano, giudicandola «assai ambigua là dove associa il comunismo sovietico al fascismo». A suo avviso la «voluta confusione» su tale norma scaturisce dal fatto che non è stato perseguito il reato di apologia del fascismo, introdotto nel 1952 dalla legge Scelba in applicazione della disposizione costituzionale che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista. Chi vorrebbe mettere al bando il comunismo, secondo Fontanesi, non conosce la storia: «Il contributo dei comunisti è stato decisivo per la liberazione dal nazismo e dal fascismo, per l’approvazione della Costituzione antifascista nata dalla Resistenza e per l'acquisizione di tutti i diritti civili e nei luoghi di lavoro durante le lotte degli anni Settanta».

In quanto a Soragna, dove la mozione leghista è stata approvata, Fontanesi rinfaccia ai suoi amministratori di non preoccuparsi dei problemi di quel Comune: «Il sindaco di Soragna si impegni a combattere la malavita organizzata, la corruzione, l’evasione fiscale e a non prendersi vendette postume sulla storia». Le medesime accuse sono formulate anche da Selene Prodi e Stefano Lugli, segretari regionali del Pci e del Prc (Rifondazione comunista): «Cercare di equiparare fascismo e comunismo come totalitarismi è una pratica in voga da anni, ormai diventata quasi un luogo comune. Adesso però assistiamo a qualcosa di più pericoloso: portare questo falso storico nelle istituzioni. È arrivato il momento di dire basta, La nostra Costituzione, fonte primaria del diritto, è nata dalla Resistenza, a cui i comunisti hanno dato un contributo fondamentale. Le libertà di cui godiamo oggi sono i frutti delle lotte che tanti comunisti hanno combattuto in nome di una società più giusta e dignitosa. Presenteremo la questione in Regione per fermare questa pratica assurda e incostituzionale». (l.s.)

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