«La maggioranza non è divisa»
Casalgrande, replica del Pd al M5S sulle modalità di voto del piano estrattivo
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CASALGRANDE. «Se i consiglieri 5 Stelle vogliono partecipare ai nostri incontri ci adopereremo perché ciò avvenga il prima possibile, organizzando riunioni preconsiliari aperte a tutte le forze politiche». Replica così la maggioranza Pd di Casalgrande all’attacco M5S sulla gestione di alcuni punti dell’ultimo consiglio comunale, in cui era in discussione la variante parziale al vigente Pae (Piano delle attività estrattive comunali). Su richiesta della Calcestruzzi Corradini Spa, proprietaria del terreno in questione, situato a Salvaterra vicino al Secchia, la variante avrebbe dovuto rimodulare l’incidenza della componente naturalistica dal 40% al 30% della superficie disponibile. Per il M5S, è «evidente il disaccorto» nel Pd, viste le astensioni al momento del voto. «Il famoso “confronto a porte chiuse nell’ufficio del sindaco di cui non sono note le argomentazioni” – dice il Pd – altro non è che il solito briefing che precede ogni consiglio, nel quale si pianificano interventi ed emendamenti da presentare nelle sedute, in questa occasione avvenuto con un pelo di ritardo essendoci stata, poche ore prima, la celebrazione delle prima unione civile del nostro comune in sala consigliare». Nel voto “discusso”, il sindaco Vaccari si è astenuto perché «riteneva necessario un passaggio in commissione dell’emendamento presentato, la sua posizione è comunque nota e agli atti. Assieme a lui si sono astenuti i consiglieri che compongono la stessa commissione, per una questione puramente tecnica (si tratta di ridefinire il perimetro di aree boschive e agricole), da cui ci chiediamo come si possano evidenziare divergenze politiche». Per il Pd, inoltre, «i nostri colleghi grillini non hanno certo “caldamente sostenuto l’emendamento” in questione, poiché, nella precedente commissione, il loro membro non aveva sollevato obiezioni sul coefficiente poi oggetto di emendamento». I 5 Stelle, nella loro contestazione, hanno citato una mail del capogruppo Pd Francesco Magnani: «Spiace che sia stato tirato in ballo il contenuto di una mail (che tra l’altro rispecchiava il comportamento tenuto coerentemente dal sottoscritto in consiglio), che dovrebbe rimanere privato. Dispiace notare che il M5s ricorra a qualsiasi mezzo pur di screditare l’avversario», attacca ora lo stesso Magnani. «Nessuno di noi si permetterebbe di condividere a mezzo stampa contenuti scambiati personalmente con membri dell’opposizione, con cui il rapporto umano dovrebbe andare al di là di qualsiasi divergenza politica. Prendiamo atto della situazione e dello stile da don Abbondio». (adr.ar.)
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