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Paquito ritrovato grazie al video virale
CASALGRANDE. Più dell’articolo, è stato determinante il video, diventato virale sul web. Paquito, il pappagallo cenerino rubato durante un furto in abitazione a Casalgrande, è stato rinvenuto a...
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CASALGRANDE. Più dell’articolo, è stato determinante il video, diventato virale sul web. Paquito, il pappagallo cenerino rubato durante un furto in abitazione a Casalgrande, è stato rinvenuto a distanza di quasi tre mesi grazie all’appello dei proprietari, lanciato dal sito internet della Gazzetta di Reggio.
In particolare è stata la dichiarazione della padrona Livia – «è come un figlio per me, mi rispondeva, aveva imparato delle parole, mi diceva “cattiva” o “brutta bestia”» –, cliccata da parecchi appassionati di pappagalli, a fare la differenza. «Quando mi sono avvicinato l’uccellino ha detto “brutta bestia”, come raccontava la signora nel video: l’ho riconosciuto così, perché gli avevano tolto l’anello di identificazione». Alfonso Russo, 44 anni, giorni fa ha anch’egli smarrito il proprio pappagallo. «Ho messo degli annunci sui social network, nella speranza di ritrovarlo. Ad uno di questi ha risposto una famiglia di Gavassa, che aveva trovato un cenerino». Russo si è recato a Gavassa, sperando che di ritrovare il suo animale: ma le parole pronunciate dall’uccello gli hanno ricordato il video. «Anche la descrizione corrispondeva: giallo con la coda rossa. A quel punto ho telefonato ai carabinieri di Casalgrande, che hanno avvisato i proprietari: Paquito è già a casa loro, mi hanno ringraziato tanto e sono contento per loro».
Il furto si era verificato il 9 luglio scorso, in un’abitazione piuttosto isolata di via Canale a Sant’Antonino, mentre i residenti Renzo Notari, 68 anni, e la moglie Livia si trovavano in vacanza. Ignoti avevano tagliato le inferriate di una finestra sul retro, introducendosi all’interno e razziando le stanze anche al primo piano, nella zona notte, dove i padroni di casa avevano trovato i cassetti aperti, i soprammobili per terra, gli armadi frugati. Il bottino era stato minimo. «Due walkie talkie, il fermaglio di una collana d’oro e un orologio Sector – aveva raccontato il proprietario –. Non c’era nient’altro da portare via: abbiamo già subìto due o tre furti e non teniamo nulla di valore in casa». Ad accorgersi della sgradita visita, la mattina seguente, era stato il cognato di Notari. «Mio cognato abita di fianco a noi e aveva il compito di dare da mangiare a Paquito. Ma la gabbia al pianterreno era vuota».
Più della refurtiva, marito e moglie avevano accusato il danno affettivo ed erano rimasti addolorati di aver perso il pappagallo da compagnia; perciò avevano lanciato un appello pubblico. «Paquito è un pappagallo cenerino, ce l’abbiamo da tre anni e ci siamo molto affezionati. Ha la coda rossa, l’anello di metallo nella zampa sinistra (è registrato) e “parla”. Abbiamo sporto denuncia ai carabinieri. Se qualcuno lo trova, per favore ce lo restituisca». (am.p.)
In particolare è stata la dichiarazione della padrona Livia – «è come un figlio per me, mi rispondeva, aveva imparato delle parole, mi diceva “cattiva” o “brutta bestia”» –, cliccata da parecchi appassionati di pappagalli, a fare la differenza. «Quando mi sono avvicinato l’uccellino ha detto “brutta bestia”, come raccontava la signora nel video: l’ho riconosciuto così, perché gli avevano tolto l’anello di identificazione». Alfonso Russo, 44 anni, giorni fa ha anch’egli smarrito il proprio pappagallo. «Ho messo degli annunci sui social network, nella speranza di ritrovarlo. Ad uno di questi ha risposto una famiglia di Gavassa, che aveva trovato un cenerino». Russo si è recato a Gavassa, sperando che di ritrovare il suo animale: ma le parole pronunciate dall’uccello gli hanno ricordato il video. «Anche la descrizione corrispondeva: giallo con la coda rossa. A quel punto ho telefonato ai carabinieri di Casalgrande, che hanno avvisato i proprietari: Paquito è già a casa loro, mi hanno ringraziato tanto e sono contento per loro».
Il furto si era verificato il 9 luglio scorso, in un’abitazione piuttosto isolata di via Canale a Sant’Antonino, mentre i residenti Renzo Notari, 68 anni, e la moglie Livia si trovavano in vacanza. Ignoti avevano tagliato le inferriate di una finestra sul retro, introducendosi all’interno e razziando le stanze anche al primo piano, nella zona notte, dove i padroni di casa avevano trovato i cassetti aperti, i soprammobili per terra, gli armadi frugati. Il bottino era stato minimo. «Due walkie talkie, il fermaglio di una collana d’oro e un orologio Sector – aveva raccontato il proprietario –. Non c’era nient’altro da portare via: abbiamo già subìto due o tre furti e non teniamo nulla di valore in casa». Ad accorgersi della sgradita visita, la mattina seguente, era stato il cognato di Notari. «Mio cognato abita di fianco a noi e aveva il compito di dare da mangiare a Paquito. Ma la gabbia al pianterreno era vuota».
Più della refurtiva, marito e moglie avevano accusato il danno affettivo ed erano rimasti addolorati di aver perso il pappagallo da compagnia; perciò avevano lanciato un appello pubblico. «Paquito è un pappagallo cenerino, ce l’abbiamo da tre anni e ci siamo molto affezionati. Ha la coda rossa, l’anello di metallo nella zampa sinistra (è registrato) e “parla”. Abbiamo sporto denuncia ai carabinieri. Se qualcuno lo trova, per favore ce lo restituisca». (am.p.)
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