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«Per l’Asp Don Cavalletti soluzione a zero costi»

«Per l’Asp Don Cavalletti soluzione a zero costi»

Carpineti, i sindaci dell’Unione Montana non intendono usare risorse dei Comuni ma rassicurano sulla volontà di tutelare i lavoratori e la qualità dei servizi

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CARPINETI. «Asp Don Cavalletti, i sindaci soci sceglieranno la gestione che si dimostrerà meno dispendiosa, che secondo le previsioni non avrà bisogno di risorse proprie dei Comuni».

Arriva anche un intervento dei sindaci dell’Unione Montana sulle polemiche attorno all’Asp Don Cavalletti, l’azienda di servizi alla persona di Poiago di Carpineti che gestisce una casa di riposo e l’assistenza domiciliare in una buona fetta di appennino.

Da mercoledì i dipendenti dell’Asp sono in stato di agitazione, per protestare contro il possibile piano di privatizzazione dell’intero servizio: a oggi la casa di riposo ha due aree separate, una gestita direttamente dall’Asp e l’altra affidata a una cooperativa, mentre i servizi esterni sono di competenza Asp. Una delle ipotesi forti è quella di affidare tutte le attività a una cooperativa, per tagliare i costi dopo anni di passivo di bilancio. I primi cittadini soci sottolineano che già da tempo la gestione della residenza anziani è sdoppiata.

E, ricordano, «le due gestioni, che garantiscono entrambe un buon livello qualitativo, si trovano in una condizione in cui non possono interagire fra loro, e ognuna ha una propria direzione e un proprio organico». Una situazione che crea problemi e «pone dunque oggettive difficoltà nella costruzione di sinergie, producendo diseconomie che si riflettono sui bilanci e che comportano la necessità per i Comuni soci dell’Asp di ripianare perdite annuali per circa 100 mila euro». Vi è dunque la necessità, sostengono, di arrivare «ad una situazione economica sostenibile mantenendo inalterata la qualità dei servizi».

È stato commissionato uno studio perché realizzasse «una simulazione gestionale unificando le due unità attualmente distinte». E quale scelta si farà? Si andrà sulla gestione «che, come detto, si dimostrerà meno dispendiosa, che secondo le previsioni non avrà bisogno di risorse proprie dei Comuni. Ovviamente si intende perseguire questo obiettivo confermando però come detto la qualità dei servizi e garantendo per il futuro i diritti acquisiti dei lavoratori che non si intendono in alcun modo mettere in discussione». Nel frattempo, continuano le mobilitazioni. Ieri sera in consiglio comunale è stata discussa un’interrogazione della minoranza Pd sul tema e alla seduta hanno preso parte diversi dipendenti Asp assieme a rappresentanti dei sindacati.

Adriano Arati

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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