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Don Cavalletti, la Fp Cgil si scaglia contro i sindaci

Don Cavalletti, la Fp Cgil si scaglia contro i sindaci

Carpineti, il segretario provinciale Frigeri duro contro Borghi e Bini per l’ospizio «Da loro solo annunci. La privatizzazione non garantirà i servizi e i lavoratori»

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CARPINETI. Non le ha proprio gradite, le dichiarazioni dei sindaci dell’Unione Montana sul futuro dell’Asp don Cavalletti. Maurizio Frigeri, segretario provinciale Fp Cgil, non lesina critiche. «I primi cittadini che sono a capo del distretto montano – è un fiume in piena – vorrebbero lasciare che l’Asp, l’unica struttura pubblica su basi distrettuali che ha sempre garantito assistenza alla popolazione anziana (un servizio analogo sul territorio arriva solo dal Sant’Anna) e di cui sono soci, vada verso l’estinzione».

La soluzione della privatizzazione, dal segretario Fp Cgil, è bocciata su tutti i fronti. Pure se si trattasse del passaggio a una cooperativa. E nonostante lo studio di fattibilità commissionato ad hoc: «È una descrizione sommaria dei costi. Manca un piano industriale vero. In tutti i modi si andrebbe verso un abbassamento della qualità del servizio».

Questo il punto per Frigeri: «Un cambiamento di questo tipo, per di più in un periodo di stallo della contrattualizzazione all’interno delle cooperative, specie quelle del terzo settore, non garantirebbe affatto la tenuta da parte dei lavoratori dei propri diritti acquisiti». Anzi, per la Fp Cgil, il rischio più che concreto è quello di andare «verso una situazione di ribasso dei diritti, delle tutele e del salario e questo non potrà fare altro che incidere negativamente sulla qualità del servizio offerto».

Per Frigeri la soluzione vera dovrebbe andare verso tutt’altra direzione: l’assorbimento dei lavoratori – una trentina quelli in capo alla cooperativa che opera all’interno della struttura – nell’azienda pubblica, che invece dovrebbe rafforzarsi. «Questo grazie a un meccanismo previsto dalla stessa riforma Madia che permette agli esperti lavoratori già operanti sul posto di accumulare un punteggio maggiore in caso di concorso». Tanto più, sottolinea il segretario, che si sta andando verso un rinnovo favorevole del contratto collettivo nel pubblico.

Per Frigeri quelli del sindaco di Carpineti Tiziano Borghi e del presidente dell’Unione Enrico Bini «sono solo annunci e fuge di responsabilità dal momento che non ci hanno ancora concesso un momento vero di confronto». «Quando parla di garanzie Borghi non sa cosa dice – va giù duro – E Bini, visto l’aumento della popolazione anziana in montagna, dovrebbe avere le stesse attenzioni che ha per il punto nascite, anche per l’Asp».

Miriam Figliuolo

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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