È una 85enne il “pirata” di San Rocco
di Miriam Figliuolo
Si è presentata alla Postrada con l’avvocato: «Ho solo sentito un sobbalzo». Denunciata per lesioni e omissione di soccorso
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BORETTO. È una signora di 85 anni residente a Gattatico, l’automobilista, che, la sera di domenica 17 settembre, alla guida di una vecchia Fiat Punto, transitando in via Fratelli Manfredi a San Rocco, ha investito un’altra donna, ferendola in modo grave e si è allontanata senza prestare alcun soccorso.
L’altra sera, dopo che nei suoi confronti era scattata una vera e propria caccia al “pirata” persino sui social network, la donna, accompagnata dal suo avvocato, Claudio Vincetti di Reggio Emilia, si è presentata alla Polizia stradale.
Agli agenti l’85enne ha detto di essere stata lei al volante in via Fratelli Manfredi quella sera, ma di non essersi accorta di nulla, se non di un sobbalzo dell’auto che però non le ha fatto pensare a una cosa tanto grave. «Non mi sono fermata perché non immaginavo...». L’anziana avrebbe poi appreso dai giornali cosa era successo e, infine, avrebbe deciso di presentarsi agli agenti. Le successive verifiche della Polstrada hanno poi confermato che l’auto pirata era proprio quella intestata all’85enne e che al volante c’era lei.
Ora la donna dovrà rispondere di lesioni e omissione di soccorso, ed è stata denunciata in base all’articolo 189, comma 6 e 7, del “Nuovo codice della strada”, che disciplina i comportamenti in caso di incidente stradale. In casi analoghi la legge arriva a prevedere perfino la reclusione (da sei mesi a tre anni).
Per l’anziana, per ora, c’è “solo” una denuncia e la sospensione della patente (che può andare da uno e fino a un massimo di 5 anni). Il fascicolo contenente l’esito delle indagini è stato depositato in Procura e qui il magistrato titolare deciderà come procedere, in base alle condizioni di salute della donna investita. Si tratta di una 65enne residente a San Rocco. La donna è ancora ricoverata all’ospedale di Guastalla, per un grave trauma cranico, conseguenza dell’impatto.
Subito dopo l’incidente era scattata la “caccia” al pirata. La Polstrada, intervenuta sul posto con una pattuglia di Guastalla, dopo che la ferita era già stata caricata in ambulanza, si era subito attivata per le ricerche.
Il cerchio intorno al responsabile, nei giorni successivi, si era andato restringendo grazie ad alcuni fondamentali elementi: le testimonianze delle persone presenti al momento dell’incidente, tra le quali il figlio della donna investita, i resti di deflettore trovati sull’asfalto nel punto dell’impatto, e alcune immagini recuperare dal sistema di videosorveglianza dell’Unione Bassa Reggiana (che comprende 45 varchi e 105 telecamere). Ma proprio quando i tasselli si stavano ricomponendo, l’anziana, si è presentata spontaneamente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’altra sera, dopo che nei suoi confronti era scattata una vera e propria caccia al “pirata” persino sui social network, la donna, accompagnata dal suo avvocato, Claudio Vincetti di Reggio Emilia, si è presentata alla Polizia stradale.
Agli agenti l’85enne ha detto di essere stata lei al volante in via Fratelli Manfredi quella sera, ma di non essersi accorta di nulla, se non di un sobbalzo dell’auto che però non le ha fatto pensare a una cosa tanto grave. «Non mi sono fermata perché non immaginavo...». L’anziana avrebbe poi appreso dai giornali cosa era successo e, infine, avrebbe deciso di presentarsi agli agenti. Le successive verifiche della Polstrada hanno poi confermato che l’auto pirata era proprio quella intestata all’85enne e che al volante c’era lei.
Ora la donna dovrà rispondere di lesioni e omissione di soccorso, ed è stata denunciata in base all’articolo 189, comma 6 e 7, del “Nuovo codice della strada”, che disciplina i comportamenti in caso di incidente stradale. In casi analoghi la legge arriva a prevedere perfino la reclusione (da sei mesi a tre anni).
Per l’anziana, per ora, c’è “solo” una denuncia e la sospensione della patente (che può andare da uno e fino a un massimo di 5 anni). Il fascicolo contenente l’esito delle indagini è stato depositato in Procura e qui il magistrato titolare deciderà come procedere, in base alle condizioni di salute della donna investita. Si tratta di una 65enne residente a San Rocco. La donna è ancora ricoverata all’ospedale di Guastalla, per un grave trauma cranico, conseguenza dell’impatto.
Subito dopo l’incidente era scattata la “caccia” al pirata. La Polstrada, intervenuta sul posto con una pattuglia di Guastalla, dopo che la ferita era già stata caricata in ambulanza, si era subito attivata per le ricerche.
Il cerchio intorno al responsabile, nei giorni successivi, si era andato restringendo grazie ad alcuni fondamentali elementi: le testimonianze delle persone presenti al momento dell’incidente, tra le quali il figlio della donna investita, i resti di deflettore trovati sull’asfalto nel punto dell’impatto, e alcune immagini recuperare dal sistema di videosorveglianza dell’Unione Bassa Reggiana (che comprende 45 varchi e 105 telecamere). Ma proprio quando i tasselli si stavano ricomponendo, l’anziana, si è presentata spontaneamente.
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