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I cittadini piantano alberi «per fermare le ruspe»

I cittadini piantano alberi «per fermare le ruspe»

Protesta in via Luxemburg, dove sorgeranno il megastore Conad e i parcheggi L’iniziativa promossa dal Laboratorio Arsave: «Barriera non solo simbolica»

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REGGIO EMILIA. Un gruppo di cittadin, tra cui donne, bambini e famiglie, si è dato appuntamento ieri mattina nell’area verde di via Luxemburg, per dar vita all’iniziativa “Piantiamola! Piantumazione di alberi contro la speculazione edilizia, per l’ambiente e la salute”, promossa dal Laboratorio Arsave, con l’intento di «opporre allo strapotere devastante del cemento il valore simbolico (ma anche concreto) degli alberi, che sollecita la “coltivazione” di un altro modello di sviluppo della città e del territorio».

In un’assemblea partecipata, i presenti hanno condiviso gli obiettivi del presidio attivo, indignandosi ancora una volta per l’ostinata volontà di procedere alla cementificazione del polmone verde, nonostante le iniziative di denuncia e lotta che hanno visto la partecipazione di una vasta comunità cittadina consapevole e sdegnata (tra queste, l’esemplare mozione d’iniziativa popolare che ha raccolto quasi un migliaio di firme ed è stata presentata lo scorso gennaio in consiglio comunale).

Si è preso atto con rammarico dell’invasione del cuneo verde da parte delle ruspe, che ha dato il via nelle scorse settimane ai lavori di edificazione del megastore Conad e del parcheggio scambiatore annesso: «Quest’ultimo, a causa del posizionamento nelle vicinanze dell’ospedale e nella fascia immediatamente a ridosso della città – rimarcano i cittadini – è stato definito da esperti e accademici di indubbia attendibilità scientifica “fonte di ulteriore inquinamento”».

Dopo la decisione collettiva su come procedere alla piantumazione, una pianta di ciliegio è stata posata nella zona tra via Croce e via Luxemburg, in prossimità della casa colonica, con vicino una targa dedicata alla memoria di Paride Allegri, il “partigiano che piantava gli alberi” e il cui ricordo, a cinque anni dalla scomparsa, ha ispirato la manifestazione di pacifica e costruttiva disobbedienza civile. Subito dopo un’intera fila di alberi è stata piantata nel terreno antistante l’area già ridotta a cantiere, «a far da barriera, speriamo non solo simbolica, alle ruspe pronte ad avanzare».

Tutti i presenti si sono assunti il compito di prendersi cura degli alberi piantati, favorendone anche l’incremento.

La manifestazione si è conclusa con un confronto sui prossimi passi e l’impegno comune «di dare continuità a questa e ad altre importanti lotte per difendere la comunità cittadina da vecchie e nuove brame cementificatorie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA. GUARDA LA FOTOGALLERYE IL VIDEO E COMMENTAwww.gazzettadireggio.it

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