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«I consigli comunali montani si occupino del futuro dell’Asp»

«I consigli comunali montani si occupino del futuro dell’Asp»

CARPINETI . Asp Don Cavalletti, il Pd della montagna avverte: «Non saremo attori passivi di decisioni prese altrove da poche persone». Continuano così le discussioni sul futuro dell’azienda di...

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CARPINETI . Asp Don Cavalletti, il Pd della montagna avverte: «Non saremo attori passivi di decisioni prese altrove da poche persone». Continuano così le discussioni sul futuro dell’azienda di servizi alla persona di Poiago di Carpineti da cui dipendono una casa di riposo e servizi domiciliari in mezza montagna, dopo lo stato d’agitazione proclamato dai dipendenti della Asp stessa. Il timore è legato al piano di riorganizzazione aziendale per limitare i costi che porterebbe ad affidare all’esterno anche le attività ora seguite direttamente dall’Asp. Venerdì sera una ventina di lavoratrici e lavoratori hanno preso parte al consiglio comunale carpinetano con bandiere sindacali al seguito, per mostrare in diretta i loro timori.

Adesso è il turno del coordinamento del Pd montano intervenire, partendo proprio dal consiglio comunale: «Abbiamo appreso con soddisfazione dell'impegno che si è preso il sindaco di Carpineti nel risolvere l’intollerabile mancanza di un direttore dell’Asp entro pochi giorni», afferma il segretario Pd Guido Tirelli. Per il primo cittadino Tiziano Borghi ci sono però anche critiche: «Non ci è piaciuto affatto leggere di come provi ad addossare le responsabilità dei problemi del Don Cavalletti alle precedenti amministrazioni. Ricordiamo che se dopo oltre tre anni non riesce a trovare soluzioni per il Don Cavalletti, vuole dire che è diventato parte dei problemi dell'istituto. Vogliamo inoltre dire chiaramente a Borghi che per quanto ci riguarda è quanto meno inelegante il suo indiretto attacco al compianto sindaco Tonino Comi (morto diversi anni fa), che per primo ha deliberato l’ingresso di una componente privata nell’Asp».

Il Pd chiede che nelle decisione vengano coinvolti «tutti i consigli comunali dell’Unione» e che venga avviata una «discussione pubblica, aperta, trasparente e informata sul futuro di un servizio pubblico alla persona di assoluta importanza». A partire «dal fronte dell’occupazione». (adr.ar.)

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