IL CONVEGNO
Camisasca ricorda Clemente Rebora poeta e sacerdote
REGGIO EMILIA . Nel programma della dodicesima Settimana della salute mentale era inserito anche il convegno “Clemente Rebora e Reggio”, ospitato dal Museo diocesano di Reggio Emilia nel dopocena di...
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REGGIO EMILIA . Nel programma della dodicesima Settimana della salute mentale era inserito anche il convegno “Clemente Rebora e Reggio”, ospitato dal Museo diocesano di Reggio Emilia nel dopocena di sabato 30 settembre. Nato a Milano nel 1885, Clemente Rebora ebbe un’educazione laica e compì studi letterari e filosofici; si prestò poi con dedizione all’insegnamento, in istituti tecnici e in scuole serali popolari. Collaborò a “La Voce”, per le edizioni della quale apparve nel 1913 il libro “Frammenti lirici”.
Rebora partecipò alla Grande Guerra come ufficiale di fanteria e riportò un grave trauma nervoso in seguito a un’esplosione. Nel 1917, un secolo fa, Rebora veniva ricoverato per qualche settimana anche all’ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia; a scoprire questo passaggio reggiano è stato monsignor Camisasca, nei suoi studi di storia e letteratura. Per celebrare la figura di questo poeta un po’ dimenticato, il vescovo ha così organizzato il convegno di sabato sera, insieme al Comune di Reggio Emilia, al Servizio Sanitario della Regione Emilia-Romagna e al Centro di Storia della Psichiatria San Lazzaro. È intervenuto anche il sindaco, Luca Vecchi, che ha sottolineato come l’ex manicomio cittadino oggi ospiti il campus universitario. Le relazioni sono state tenute da monsignor Camisasca, che ha anche letto due poesie di Rebora raccontando l’epoca storica e la Milano in cui l’artista vedeva la luce, dallo psichiatra Gaddomaria Grassi, che ha spiegato le diverse diagnosi che la malattia mentale di Rebora ha ricevuto, e dal professor Gino Ruozzi, che si è soffermato soprattutto sull’orrore della Grande Guerra, che traumatizzò a vita il giovane ufficiale di fanteria.
L’inquieto bisogno di fede e di verità di Rebora lo portò a una conversione al cattolicesimo, maturata nel 1929, che poi all’ingresso nel Collegio Rosmini di Stresa. Nella casa rosminiana di Domodossola fu ordinato sacerdote nel 1936. Svolse intensamente il suo ministero religioso fino alla morte, avvenuta a Stresa il 1° novembre 1957.
Rebora partecipò alla Grande Guerra come ufficiale di fanteria e riportò un grave trauma nervoso in seguito a un’esplosione. Nel 1917, un secolo fa, Rebora veniva ricoverato per qualche settimana anche all’ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia; a scoprire questo passaggio reggiano è stato monsignor Camisasca, nei suoi studi di storia e letteratura. Per celebrare la figura di questo poeta un po’ dimenticato, il vescovo ha così organizzato il convegno di sabato sera, insieme al Comune di Reggio Emilia, al Servizio Sanitario della Regione Emilia-Romagna e al Centro di Storia della Psichiatria San Lazzaro. È intervenuto anche il sindaco, Luca Vecchi, che ha sottolineato come l’ex manicomio cittadino oggi ospiti il campus universitario. Le relazioni sono state tenute da monsignor Camisasca, che ha anche letto due poesie di Rebora raccontando l’epoca storica e la Milano in cui l’artista vedeva la luce, dallo psichiatra Gaddomaria Grassi, che ha spiegato le diverse diagnosi che la malattia mentale di Rebora ha ricevuto, e dal professor Gino Ruozzi, che si è soffermato soprattutto sull’orrore della Grande Guerra, che traumatizzò a vita il giovane ufficiale di fanteria.
L’inquieto bisogno di fede e di verità di Rebora lo portò a una conversione al cattolicesimo, maturata nel 1929, che poi all’ingresso nel Collegio Rosmini di Stresa. Nella casa rosminiana di Domodossola fu ordinato sacerdote nel 1936. Svolse intensamente il suo ministero religioso fino alla morte, avvenuta a Stresa il 1° novembre 1957.
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