maneggio di villa cella
Per la demolizione 175mila euro
Via libera alla valutazione tecnico-economica per l’abbattimento
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REGGIO EMILIA. È stata approvata nei giorni scorsi dalla giunta la valutazione tecnico-economica dei lavori per l’ordinanza di demolizione di opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi del maneggio di via Croci a Villa Cella. Si tratta del maneggio sotto confisca al centro di un lungo braccio di ferro tra il Comune e i fratelli Luigi, Francesco e Pasquale Brescia (quest’ultimo imputato nel processo Aemilia): un contenzioso al quale nell’ottobre 2016 il Consiglio di Stato aveva messo la parola fine. La battaglia era durata cinque anni e aveva visto il Comune uscire vincitore.
Si tratta della struttura composta da tre piste per allenamento dei cavalli, pertinenze, ricoveri attrezzi e foraggio e strutture di ospitalità degli animali, costruita dalla ditta Brecogen, di proprietà dei fratelli Brescia. L’intervento di demolizione, che costerà 175 mila euro, è stato inserito per il 2017 nel piano triennale delle opere pubbliche del Comune (per 32 milioni totali), pubblicato nei mesi scorsi sull’albo pretorio dell’ente.
Il 20 settembre, sempre per la cifra di 175mila euro, la giunta ha dato il via libera anche alla valutazione tecnico-economica. La struttura realizzata dagli imprenditori calabresi era finita sotto tiro nel 2012, dopo un controllo dei tecnici comunali da cui era stata ritenuta abusiva.
L’amministrazione ne aveva ordinato il blocco dei lavori e il ripristino dello stato dei luoghi, attraverso la demolizione. Ma i fratelli Brescia avevano presentato una serie di ricorsi al Tar di Parma nel 2012 e nel 2013, questa volta anche con un ricorso straordinario al presidente della Repubblica. Nel 2016 si erano appellati al Consiglio di Stato, chiedendo «la riforma previa sospensione».
In tutti i procedimenti il Comune ha resistito in giudizio e ad ottobre del 2016 è arrivato il responso del massimo organo di giustizia giuridico-amministrativa. Accogliendo le ragioni del Comune i giudici hanno stabilito che, «le opere sanzionate hanno determinato una rilevante alterazione di un suolo a destinazione agricola in assenza di qualsiasi titolo abilitativo». La società dei fratelli Brescia era stata condannata al pagamento delle spese legali (circa 20.000 euro). I fabbricati abusivi sono stati consegnati al Comune il 15 aprile 2016. Secondo quanto previsto dal documento nel quale si approva la valutazione, sarà comunicato agli uffici Sicurezza, Legalità e Controlli «ogni provvedimento assunto in merito alla realizzazione dell'opera di ripristino dello stato dei luoghi ed in merito alla relativa procedura di spesa, affinché provveda al recupero delle somme a carico del responsabile degli abusi».
Si tratta della struttura composta da tre piste per allenamento dei cavalli, pertinenze, ricoveri attrezzi e foraggio e strutture di ospitalità degli animali, costruita dalla ditta Brecogen, di proprietà dei fratelli Brescia. L’intervento di demolizione, che costerà 175 mila euro, è stato inserito per il 2017 nel piano triennale delle opere pubbliche del Comune (per 32 milioni totali), pubblicato nei mesi scorsi sull’albo pretorio dell’ente.
Il 20 settembre, sempre per la cifra di 175mila euro, la giunta ha dato il via libera anche alla valutazione tecnico-economica. La struttura realizzata dagli imprenditori calabresi era finita sotto tiro nel 2012, dopo un controllo dei tecnici comunali da cui era stata ritenuta abusiva.
L’amministrazione ne aveva ordinato il blocco dei lavori e il ripristino dello stato dei luoghi, attraverso la demolizione. Ma i fratelli Brescia avevano presentato una serie di ricorsi al Tar di Parma nel 2012 e nel 2013, questa volta anche con un ricorso straordinario al presidente della Repubblica. Nel 2016 si erano appellati al Consiglio di Stato, chiedendo «la riforma previa sospensione».
In tutti i procedimenti il Comune ha resistito in giudizio e ad ottobre del 2016 è arrivato il responso del massimo organo di giustizia giuridico-amministrativa. Accogliendo le ragioni del Comune i giudici hanno stabilito che, «le opere sanzionate hanno determinato una rilevante alterazione di un suolo a destinazione agricola in assenza di qualsiasi titolo abilitativo». La società dei fratelli Brescia era stata condannata al pagamento delle spese legali (circa 20.000 euro). I fabbricati abusivi sono stati consegnati al Comune il 15 aprile 2016. Secondo quanto previsto dal documento nel quale si approva la valutazione, sarà comunicato agli uffici Sicurezza, Legalità e Controlli «ogni provvedimento assunto in merito alla realizzazione dell'opera di ripristino dello stato dei luoghi ed in merito alla relativa procedura di spesa, affinché provveda al recupero delle somme a carico del responsabile degli abusi».
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