Addio al partigiano Marino Bondi
Una vita intera dedicata alla sua Scandiano, sia nella politica sia nel sociale
2 MINUTI DI LETTURA
SCANDIANO. Partigiano, deportato nei campi di concentramento, mutilato di guerra. Ieri pomeriggio si sono svolti i funerali del 96enne scandianese Marino Bondi, una delle principali figure locali del dopoguerra, impegnato nella politica e nel sociale, uno degli ultimi testimoni del turbolento ventesimo secolo.
Nato e cresciuto a Scandiano, è stato giovane partigiano poco più di ventenne. Venne catturato dai tedeschi alleati ai fascisti italiani e deportato in un campo di lavoro in Germania, da dove tornò mutilato e debilitato. Da allora è rimasto attivo nella vita locale, nella politica, nei circoli, nelle associazioni, continuando a frequentare le varie attività, sino a pochi mesi fa in sella alla sua adorata bicicletta, non rinunciando mai a intervenire e a partecipare attivamente sulle varie questioni.
Ieri il funerale di Marino Bondi, in forma civile, è partito dall’abitazione dei Bondi in viale della Repubblica 22, diretto al cimitero scandianese per il ricordo ufficiale, con le bandiere dell’Anpi e di tante associazioni e realtà politiche.
Una figura conosciutissima, quella di Marino Bondi. Lascia la moglie Adele Mazzolari, i figli Liliana e Lino Marino, il genero e i nipoti, altrettanto noti in zona.
Non mancano i ricordi affettuosi: «Appartengo alla generazione che, per motivi d'anagrafe, deve salutare con gratitudine gli ultimi protagonisti della lotta di Liberazione – riflette il sindaco Alessio Mammi –. Coloro che, oltre 70 anni fa, ci hanno consegnato un'Italia libera e democratica. Oggi devo unirmi al cordoglio dei molti che, a Scandiano e in provincia, piangono Marino Bondi».
E aggiunge: «Un personaggio di quelli che hanno contributo non solo a rendere migliore il nostro Paese, ma anche a far crescere la nostra città, la nostra comunità, con l'impegno costante nella politica e nel lavoro, spesi nell'arco dell'intera vita. Alla famiglia, ai suoi cari, la commossa gratitudine mia personale e dell'amministrazione comunale».
«Persona stimata, partigiano e deportato in Germania – ricorda l’ex primo cittadino Lanfranco Fradici –. In vari incontri ascoltavo con attenzione e interesse i suoi interventi, fino a pochi mesi fa. Da Marino c'era sempre qualcosa da apprendere» (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nato e cresciuto a Scandiano, è stato giovane partigiano poco più di ventenne. Venne catturato dai tedeschi alleati ai fascisti italiani e deportato in un campo di lavoro in Germania, da dove tornò mutilato e debilitato. Da allora è rimasto attivo nella vita locale, nella politica, nei circoli, nelle associazioni, continuando a frequentare le varie attività, sino a pochi mesi fa in sella alla sua adorata bicicletta, non rinunciando mai a intervenire e a partecipare attivamente sulle varie questioni.
Ieri il funerale di Marino Bondi, in forma civile, è partito dall’abitazione dei Bondi in viale della Repubblica 22, diretto al cimitero scandianese per il ricordo ufficiale, con le bandiere dell’Anpi e di tante associazioni e realtà politiche.
Una figura conosciutissima, quella di Marino Bondi. Lascia la moglie Adele Mazzolari, i figli Liliana e Lino Marino, il genero e i nipoti, altrettanto noti in zona.
Non mancano i ricordi affettuosi: «Appartengo alla generazione che, per motivi d'anagrafe, deve salutare con gratitudine gli ultimi protagonisti della lotta di Liberazione – riflette il sindaco Alessio Mammi –. Coloro che, oltre 70 anni fa, ci hanno consegnato un'Italia libera e democratica. Oggi devo unirmi al cordoglio dei molti che, a Scandiano e in provincia, piangono Marino Bondi».
E aggiunge: «Un personaggio di quelli che hanno contributo non solo a rendere migliore il nostro Paese, ma anche a far crescere la nostra città, la nostra comunità, con l'impegno costante nella politica e nel lavoro, spesi nell'arco dell'intera vita. Alla famiglia, ai suoi cari, la commossa gratitudine mia personale e dell'amministrazione comunale».
«Persona stimata, partigiano e deportato in Germania – ricorda l’ex primo cittadino Lanfranco Fradici –. In vari incontri ascoltavo con attenzione e interesse i suoi interventi, fino a pochi mesi fa. Da Marino c'era sempre qualcosa da apprendere» (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
