Landi Renzo: proteste e boom in Borsa
di Enrico Lorenzo Tidona
Ieri presidio dei lavoratori in consiglio comunale contro i tagli mentre l’azienda cede una controllata e il titolo sale dell’11%
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REGGIO EMILIA. I tagli alla Landi Renzo diventano un caso politico. Ieri, mentre i lavoratori portavano la protesta in consiglio comunale, l’azienda ha annunciato la vendita della controllata Eighteen Sound guadagnando un altro 11% in Borsa. Una vicenda che si gioca su più piani, quindi, ma sulla quale il nodo occupazionale sta producendo diverse grane. «Licenziare i propri dipendenti non perché non c’è lavoro ma per appaltarlo in parte a chi gode di minori diritti non è accettabile». Il segretario della Fiom, Sergio Guaitolini, traccia la linea rispetto la quale il sindacato non intende indietreggiare nella complessa vertenza. Lo fa davanti al municipio di Reggio Emilia, dove si trova assieme a una ventina dei 79 lavoratori reggiani che rischiano il licenziamento su un piano generale di 200 tagli nel gruppo industriale che conta 800 dipendenti totali.
Il luogo presidiato ieri, bandiere alla mano, non è casuale: il consiglio comunale, infatti, alla presenza poi nel loggione dei lavoratori, ha approvato all’unanimità un documento che chiede di costituire «un tavolo di confronto con l’assessore regionale alle attività produttive al fine di risolvere la vertenza preservando i 79 posti di lavoro». «Sugli esuberi l’azienda non ci ha dato ancora risposte precise - racconta Maddalena Rinaldi, dipendente della Landi presente al presidio - Siamo preoccupati: abbiamo tutti una famiglia, un mutuo da pagare. Quelle risposte ci servono». C’è chi lavora in azienda da 30 anni, e chi, come Monica Trigiante, da 17 anni lavora in AeB, la controllata dal gruppo Landi che si fonderà con l’azienda principale, operazione che comporterà a sua volta tagli del personale: «Chiedo sinceramente alle istituzioni di non lasciarci soli perché non ci stiamo ad andare fuori dall’azienda soprattutto con un benservito così. Se ognuno farà la sua parte ce la possiamo fare».
Il primo firmatario dell’ordine del giorno, il consigliere Lanfranco De Franco di Articolo Uno-Mdp, avverte: «Avevamo preso un impegno importante nei confronti dei lavoratori e lo manteniamo - dice - Vorremmo che la celerità della nostra azione evitasse di arrivare al tavolo quando la situazione è degenerata e gli esuberi si sono determinati». Una manovra che impegna anche il sindaco Luca Vecchi e la sua giunta. Vecchi, a sua volta, è passato ieri a salutare i lavoratori, scambiando due parole con i delegati della Fiom.
Mentre i lavori in consiglio procedono, giunge anche la conferma ufficiale della cessione da parte di Landi Renzo del 100% della controllata reggiana Eighteen Sound (produttrice di altoparlanti) a B&C Speakers. Un accordo vincolante per un corrispettivo non superiore a 7,4 milioni di euro, risorse fresche che avvicinano Landi agli obiettivi fissati nel piano industriale 2018-2022 «che intende focalizzarsi sulle attività core con la conseguente dismissione di quelle ritenute non più strategiche» ricorda il comunicato diramato ieri a mercati chiusi, dove il titolo azionario di Landi è in grande spolvero. Solo ieri ha guadagnato quasi l’11% a Piazza Affari, raddoppiando il suo esiguo valore (ora quota 1,92 euro) in appena un mese. Segno che tagli e cessioni stanno incontrando il favore del mondo finanziario. «Siamo qui perché dopo il dibattito alla festa provinciale di Mdp c’è stato l’impegno a presentare un ordine del giorno in consiglio comunale - spiega Guaitolini - Abbiamo ancora 8 ore di sciopero nel pacchetto già proclamato, qualora l’incontro del 9 non dovesse riaprire spazio di discussione ci sentiremo liberi di mettere in campo tutte le iniziative di lotta che riterremo opportune. C’è un valore sociale del lavoro che comincia a non essere riconosciuto nelle imprese. Da qui credo vada aperta una riflessione complessiva su come gestire questa crisi. Noi non ci siamo mai tirati indietro. Abbiamo già fatto un accordo sulla mobilità a seguito del quale da Landi sono uscite 90 persone. Pensiamo che con strumenti similari si possa provare a governare la situazione tenendo presente le esigenze dei lavoratori e le ricadute sociali».
Il luogo presidiato ieri, bandiere alla mano, non è casuale: il consiglio comunale, infatti, alla presenza poi nel loggione dei lavoratori, ha approvato all’unanimità un documento che chiede di costituire «un tavolo di confronto con l’assessore regionale alle attività produttive al fine di risolvere la vertenza preservando i 79 posti di lavoro». «Sugli esuberi l’azienda non ci ha dato ancora risposte precise - racconta Maddalena Rinaldi, dipendente della Landi presente al presidio - Siamo preoccupati: abbiamo tutti una famiglia, un mutuo da pagare. Quelle risposte ci servono». C’è chi lavora in azienda da 30 anni, e chi, come Monica Trigiante, da 17 anni lavora in AeB, la controllata dal gruppo Landi che si fonderà con l’azienda principale, operazione che comporterà a sua volta tagli del personale: «Chiedo sinceramente alle istituzioni di non lasciarci soli perché non ci stiamo ad andare fuori dall’azienda soprattutto con un benservito così. Se ognuno farà la sua parte ce la possiamo fare».
Il primo firmatario dell’ordine del giorno, il consigliere Lanfranco De Franco di Articolo Uno-Mdp, avverte: «Avevamo preso un impegno importante nei confronti dei lavoratori e lo manteniamo - dice - Vorremmo che la celerità della nostra azione evitasse di arrivare al tavolo quando la situazione è degenerata e gli esuberi si sono determinati». Una manovra che impegna anche il sindaco Luca Vecchi e la sua giunta. Vecchi, a sua volta, è passato ieri a salutare i lavoratori, scambiando due parole con i delegati della Fiom.
Mentre i lavori in consiglio procedono, giunge anche la conferma ufficiale della cessione da parte di Landi Renzo del 100% della controllata reggiana Eighteen Sound (produttrice di altoparlanti) a B&C Speakers. Un accordo vincolante per un corrispettivo non superiore a 7,4 milioni di euro, risorse fresche che avvicinano Landi agli obiettivi fissati nel piano industriale 2018-2022 «che intende focalizzarsi sulle attività core con la conseguente dismissione di quelle ritenute non più strategiche» ricorda il comunicato diramato ieri a mercati chiusi, dove il titolo azionario di Landi è in grande spolvero. Solo ieri ha guadagnato quasi l’11% a Piazza Affari, raddoppiando il suo esiguo valore (ora quota 1,92 euro) in appena un mese. Segno che tagli e cessioni stanno incontrando il favore del mondo finanziario. «Siamo qui perché dopo il dibattito alla festa provinciale di Mdp c’è stato l’impegno a presentare un ordine del giorno in consiglio comunale - spiega Guaitolini - Abbiamo ancora 8 ore di sciopero nel pacchetto già proclamato, qualora l’incontro del 9 non dovesse riaprire spazio di discussione ci sentiremo liberi di mettere in campo tutte le iniziative di lotta che riterremo opportune. C’è un valore sociale del lavoro che comincia a non essere riconosciuto nelle imprese. Da qui credo vada aperta una riflessione complessiva su come gestire questa crisi. Noi non ci siamo mai tirati indietro. Abbiamo già fatto un accordo sulla mobilità a seguito del quale da Landi sono uscite 90 persone. Pensiamo che con strumenti similari si possa provare a governare la situazione tenendo presente le esigenze dei lavoratori e le ricadute sociali».
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