Malattia e “resilienza” In scena Guido Speranza
di Chiara Cabassa
Venerdì alle 21 approda all’Auditorium del Credem l’info-spettacolo di Lisa Galli Psicologa e psicoterapeuta: «Ognuno si può rispecchiare in questo personaggio»
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REGGIO EMILIA. Nell’era dell’informatica, chi non ha mai sentito parlare di tutorial? Con questo termine ci si riferisce generalmente a una lezione on-line che utilizza diverse strategie per trasferire contenuti specifici. Esistono i tutorial che ti insegnano ad arredare la casa, altri che ti consigliano il piatto da mettere in tavola per ogni occasione, altri ancora che ti aprono un mondo su tutto ciò che ha a che fare con il trucco, parrucco e abbigliamento. Ma ci sono anche altri tipi di tutorial, decisamente meno conosciuti ma sicuramente più utili quando le informazioni che cerchiamo vanno al di là di una scelta futile o di un dialogo salottiero. Guido Speranza, per esempio, può essere definito a pieno titolo un tutorial in grado di condurre le persone lungo un percorso introspettivo che si può tradurre nel concetto “io Guido la Speranza”.
Creato da Lisa Galli, psicologa e psicoterapeuta che da anni lavora come libera professionista al Policlinico di Modena, Guido Speranza è nato come personaggio di un blog per poi diventare protagonista di un blog della Gazzetta di Modena ed ora è diventato un tutorial che, attraverso una web serie, dialoga con i malati e con i loro famigliari affinché prendano coscienza della malattia e dei diritti del malato. Dal virtuale al reale. Dalla web serie allo spin-off. «Lo spin-off – ci spiega Lisa Galli – è rappresentato proprio dagli info-spettacoli che ho ideato per fare calare nella realtà quello che fino a oggi era solo un dialogo sul web. Un format, quello dell’info-spettacolo, che è già andato in scena due volte a Modena e che continuerò a proporre nelle città dove troverò una Fondazione piuttosto che un’Associazione attente ai diritti del malato. A Reggio ho trovato il Grade, e devo dire che non potevo trovare una collaborazione più proficua».
Ed è così che Guido Speranza (interpretato da Rossano Gentili che si occupa anche delle musiche mentre la regia è di Maurizio Galimberti) sarà venerdì sera (ore 21) all’Auditorium del Credem in via Emilia San Pietro, per portare il suo messaggio di “resilienza”. Questo il termine che usa Lisa Galli. «Perché in Guido Speranza ci sono tutti i malati che ho incontrato. Guido Speranza rappresenta tutti coloro che passano dalla condizione di salute a quella di malattia e vuole indicare un via, guidata, di speranza. E ancora perché chi si trova all’improvviso nella condizione di malato, e con lui spesso l’intero nucleo famigliare, non sa quali diritti gli spettino. Eppure, acquisire queste informazioni, fa parte del percorso di cura. Ebbene, il protagonista sulla scena mostra il percorso che deve fare una persona malata per conoscere e ottenere i propri diritti. Per questo, sul palco, ci saranno oltre ai protagonisti anche operatori sanitari della città dove l’info-spettacolo va in scena: ognuno avrà due minuti a disposizione per raccontare la propria esperienza non dal punto di vista tecnico (per questo abbiamo creato un libretto ad hoc) ma emotivo. Perché è la “resilienza” l’obiettivo a cui dobbiamo tendere».
Creato da Lisa Galli, psicologa e psicoterapeuta che da anni lavora come libera professionista al Policlinico di Modena, Guido Speranza è nato come personaggio di un blog per poi diventare protagonista di un blog della Gazzetta di Modena ed ora è diventato un tutorial che, attraverso una web serie, dialoga con i malati e con i loro famigliari affinché prendano coscienza della malattia e dei diritti del malato. Dal virtuale al reale. Dalla web serie allo spin-off. «Lo spin-off – ci spiega Lisa Galli – è rappresentato proprio dagli info-spettacoli che ho ideato per fare calare nella realtà quello che fino a oggi era solo un dialogo sul web. Un format, quello dell’info-spettacolo, che è già andato in scena due volte a Modena e che continuerò a proporre nelle città dove troverò una Fondazione piuttosto che un’Associazione attente ai diritti del malato. A Reggio ho trovato il Grade, e devo dire che non potevo trovare una collaborazione più proficua».
Ed è così che Guido Speranza (interpretato da Rossano Gentili che si occupa anche delle musiche mentre la regia è di Maurizio Galimberti) sarà venerdì sera (ore 21) all’Auditorium del Credem in via Emilia San Pietro, per portare il suo messaggio di “resilienza”. Questo il termine che usa Lisa Galli. «Perché in Guido Speranza ci sono tutti i malati che ho incontrato. Guido Speranza rappresenta tutti coloro che passano dalla condizione di salute a quella di malattia e vuole indicare un via, guidata, di speranza. E ancora perché chi si trova all’improvviso nella condizione di malato, e con lui spesso l’intero nucleo famigliare, non sa quali diritti gli spettino. Eppure, acquisire queste informazioni, fa parte del percorso di cura. Ebbene, il protagonista sulla scena mostra il percorso che deve fare una persona malata per conoscere e ottenere i propri diritti. Per questo, sul palco, ci saranno oltre ai protagonisti anche operatori sanitari della città dove l’info-spettacolo va in scena: ognuno avrà due minuti a disposizione per raccontare la propria esperienza non dal punto di vista tecnico (per questo abbiamo creato un libretto ad hoc) ma emotivo. Perché è la “resilienza” l’obiettivo a cui dobbiamo tendere».
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