Prezzi gonfiati, camionisti sul piede di guerra
Class action di Cna Fita: al via l’azione delle imprese reggiane contro i big per il risarcimento
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REGGIO EMILIA. Sono 176 le domande risarcitorie, per un totale di 1.153 mezzi, che il consorzio Cna Fita di Reggio Emilia ha presentato nell’ambito della class action promossa dagli autotrasportatori contro il cartello di costruttori di camion. Ovvero 5 aziende, Scania (gruppo Volkswagen) e Man, Daf, Daimler, Iveco e Volvo/Renault, già multate dalla commissione europea per 880 milioni di euro per aver applicato alla vendita dei camion un sovrapprezzo per 14 anni, tra il 1997 e il 2011. A Reggio - primo territorio in Italia con Forlì-Cesena ad adire le vie legale contro le aziende costruttrici - sono stati acquistati mezzi per un valore di 85,8 milioni. In fase di calcolo il risarcimento che gli autotrasportatori potrebbero incassare, a partire dal sovrapprezzo applicato dai produttori che viene indicato dai consulenti di Cna Fita tra il 10 e il 20%. Conti già fatti invece a Modena, dove sono stati comprati oltre 700 automezzi (una fila di camion lunga oltre 11 chilometri), per un indennizzo complessivo superiore ai 55 milioni. Anche la Cna modenese puntualizza che «in via del tutto indicativa si può stimare un sovrapprezzo medio, generato dai cartelli, che si aggira intorno al 20% del costo del camion acquistato nel periodo di vigenza dell'accordo illecito». E quindi questa la somma che potrebbe essere recuperata. «Come Cna Fita Reggio siamo anche orgogliosi di essere stati capofila della richiesta, ripresa dai parlamentari reggiani e frutto di un’interrogazione in parlamento, di reinvestire parte della sanzione in servizi per l’autotrasporto lungo le strade d’Italia», aggiunge il presidente del consorzio reggiano Sante Zambelli.
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