Gazzetta di Reggio

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«Quattro ore al pronto soccorso poi a casa senza visita medica»

di Paolo Ruini

Castellarano: l’esperienza di un ragazzo di 28 anni alle prese con gravi problemi alla schiena «Dolori tanto forti da rantolare, ma mi hanno detto: se vai via, vuol dire che non soffri abbastanza»

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CASTELLARANO. In alcuni casi, l’entrata al pronto soccorso di un ospedale può trasformarsi in un’odissea. Un’esperienza negativa è stata vissuta da un giovane di Castellarano, Simone Seghizzi, 28 anni, che sabato scorso ha accusato dolori lancinanti alla schiena e agli arti inferiori. Simone è stato operato una decina di anni fa alla schiena per problemi alle vertebre, e da allora soffre di dolori continui. In alcuni casi sono talmente forti che le medicine a disposizione non riescono a calmarli.

Una grave crisi lo ha colpito sabato 30 settembre, così suo padre Carlo lo ha portato al pronto soccorso del Magati di Scandiano. Nell’ospedale è stato visitato e, dopo una prima diagnosi e le flebo di calmanti, gli è stato consigliato di andare al pronto soccorso dell’ospedale di Baggiovara, dove era stato operato alla schiena alcuni anni fa. Trasporto che non è stato possibile effettuare con un’autoambulanza perché, in quel momento, erano tutte fuori per delle urgenze.

Anche se a malincuore, Carlo Seghizzi ha portato il figlio all’ospedale di Baggiovara, dove è stato controllato dal personale dell’accettazione e messo in attesa per la visita di controllo. Dopo circa tre ore di attesa, fra dolori che non si placavano, è stato chiesto di fare qualcosa, e la risposta è stata che in pochi minuti sarebbe arrivato il turno del ragazzo.

Turno che però non è arrivato. Dopo un'altra ora Simone ha implorato il padre di portarlo a casa, dove almeno avrebbe potuto sdraiarsi nel letto.

Perché ha deciso di andare a casa?

«Perché ho visto che entravano sempre tante persone e io non venivo mai visitato – dice Simone –. Mi hanno solo dato una pastiglia, che non ha fatto alcun effetto. I dolori erano sempre più forti, tanto che non riuscivo nemmeno più ad urlare e mi sembrava di rantolare».

Che cosa lo ha colpito di questa esperienza?

«La cosa che mi ha veramente fatto male e che mi ha colpito come persona è che, dopo oltre 4 ore di attesa, ci hanno detto che andavamo via perché, evidentemente, non avevo abbastanza dolore. Per questa frase finale, e per quello che è successo, ho scritto una lettera di protesta in posta elettronica alla direzione dell’Ausl di Modena. Mi hanno risposto con delle scuse. A parte questo, ci vorrebbe un poco più di umanità e di disponibilità nei confronti delle persone che soffrono e che si rivolgono al pronto soccorso».

Come pensa di risolvere i suoi problemi di salute?

«Sono in attesa di una nuova operazione alla schiena, che spero che mi faccia ridurre il male che patisco, perché ora sto prendendo un numero altissimo di antidolorifici, paragonabili a quelli di un malato terminale di tumore. Non posso andare avanti ancora molto tempo con questo tipo di cure, perché rischio di rovinarmi completamente la salute».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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