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Don Cavalletti, altre voci contro la privatizzazione

Don Cavalletti, altre voci contro la privatizzazione

Carpineti, la consigliera regionale Silvia Prodi: «Meglio assorbire i 30 dipendenti» La Cisl chiede un confronto con l’Unione. Il sindaco apre al controllo pubblico

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CARPINETI . «La privatizzazione dell’Asp Don Cavalletti è inammissibile». Si ingrossano sempre più le fila dei contrari al possibile percorso di affido esterno delle attività pensato per l’Asp (Azienda di servizi alla persona) Don Cavalletti di Poiago di Carpineti.

Dopo lo stato di agitazione deciso dai dipendenti e dai sindacati confederati, è arrivato il parere contrario della Cgil e oggi, pur con sfumature diverse, si uniscono la consigliera regionale reggiana Silvia Prodi e la Cisl Emilia Centrale.

La Prodi, capogruppo di Articolo Uno-Mdp in consiglio regionale, si schiera seccamente contro ogni ipotesi di privatizzazione di quello che definisce «un vero punto di riferimento dei servizi sociali pubblici nella montagna reggiana. Presidi come questi vanno difesi con forza e non possono prescindere da un controllo e da una gestione affidati agli enti locali».

Questo «sia a tutela di un’utenza debole, che vede nell’Asp Cavalletti di Carpineti e nell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti i propri punti di riferimento, sia a tutela dei lavoratori, che subirebbero un forte arretramento dei propri diritti a seguito del passaggio ad una gestione privata, anche se di tipo cooperativistico».

Per la Prodi, meglio sarebbe rovesciare l’impostazione come da proposta dalla Cgil e «riuscire ad assorbire nell’azienda pubblica i circa 30 dipendenti della cooperativa che opera oggi nella struttura». E si torna al discorso montagna, richiamando le lotte in corso attorno all’ospedale di Castelnovo Monti: «Così come ci stiamo spendendo per la sopravvivenza del punto nascite dell’ospedale Sant’Anna, tanto più è importante ora difendere l’esistenza di una grande Asp pubblica che serve una popolazione prevalentemente anziana».

L’intervento della consigliera regionale è accolto dal sindaco Tiziano Borghi. «Se parlando di un controllo dei Comuni si intende che devono arrivare altri sostegni, se ne può parlare: potrebbe essere un modo per realizzare le manutenzioni necessarie agli immobili e mantenere pubblica la gestione».

Richiede nuovamente un confronto collettivo la Cisl Emilia Centrale, che comprende i territori di Reggio e Modena, e lo fa assieme alle proprie sigle della funzione pubblica e dei pensionati, i settori interessati direttamente. La Cisl parte dalla presa di posizione dei sindaci soci, che hanno parlato di scelte guidate dalle esigenze di bilancio: «Vista l’importanza della struttura, sarebbe doveroso confrontarsi nelle sedi opportune come peraltro già richiesto qualche tempo fa da tutte le sigle sindacali», sottolinea la Cisl. E non si parla di un solo Comune, oltretutto: «Il tema della erogazione dei servizi alla persona è fondamentale non solo per Carpineti, ma per tutto il comprensorio montano. Ad oggi, nonostante il recente consiglio comunale di venerdì scorso, la situazione non è chiara né dal punto di vista delle strategie da mettere in campo, né rispetto alle eventuali ricadute sul personale», è la critica. Per questo «è indispensabile e non è più rinviabile un confronto a livello di Unione. Crediamo che l’assetto della Don Cavalletti, da qui ai prossimi anni, sia strategico per rispondere in modo puntuale ed efficace alle richieste di una popolazione che invecchia». (adr.ar.)

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