Cadelbosco
I migranti non sono più ospiti nelle ex scuole di Villa Argine
CADELBOSCO SOPRA. I 36 richiedenti asilo non sono più ospitati nelle ex scuole di Villa Argine. I ragazzi, provenienti tutti da Paesi dell'Africa centrale, erano ospitati provvisoriamente nella...
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CADELBOSCO SOPRA. I 36 richiedenti asilo non sono più ospitati nelle ex scuole di Villa Argine. I ragazzi, provenienti tutti da Paesi dell'Africa centrale, erano ospitati provvisoriamente nella struttura della scuola. Una soluzione provvisoria e dettata dall’emergenza a cui si era dato il termine del 30 settembre. Entro quella data la Dimora d'Abramo ha provveduto a trovare delle collocazioni idonee ai rifugiati.
Si chiude dunque una vicenda che, secondo quanto affermato dal Comune, ha alla fine avuto risvolti positivi. «Dopo i primi momenti di reticenza – si legge in una nota del Comune –, grazie alla collaborazione tra amministrazione, prefettura e Dimora di Abramo, i dubbi e le paure iniziali si sono trasformate in un percorso di integrazione che ha lasciato insegnamenti positivi a tutti».
A fine giugno, a fronte di nuovi sbarchi, la prefettura di Reggio Emilia chiese al Comune di Cadelbosco la disponibilità ad ospitare una trentina di migranti. L'unica soluzione individuata fu la riapertura delle ex scuole nella frazione di Villa Argine. Il loro arrivo fu preceduto dalla distribuzione di un volantino informativo nelle case della frazione. Nei mesi successivi sono stati attivati dei progetti di inserimento sociale grazie alla collaborazione di sei associazioni del territorio con l'amministrazione comunale e la Dimora d'Abramo.
Non sono certo mancate le polemiche: ai primi di settembre un 26enne cadelboschese, commentando un post sulla pagina “Sei di Cadelbosco se…” in cui si parlava dei profughi ospitati in zona, minacciò di dare fuoco a tutta la giunta rea di averli «dato il wi-fi» (cosa impossibile visto che in paese non ci sono accessi al web pubblici.
Tuttavia, si legge nel comunicato, «i ragazzi hanno fatto propri alcuni nostri usi e costumi e si sono fatti apprezzare dai cittadini mantenendo il decoro della loro sede e di alcune zone della frazione».
«Abbiamo avuto la conferma che una buona accoglienza costruita attorno a progetti validi e consolidati porta buoni frutti», concludono soddisfatti gli assessori ai Diritti Giuliana Esposito e al Volontariato Boris Soncini.
Si chiude dunque una vicenda che, secondo quanto affermato dal Comune, ha alla fine avuto risvolti positivi. «Dopo i primi momenti di reticenza – si legge in una nota del Comune –, grazie alla collaborazione tra amministrazione, prefettura e Dimora di Abramo, i dubbi e le paure iniziali si sono trasformate in un percorso di integrazione che ha lasciato insegnamenti positivi a tutti».
A fine giugno, a fronte di nuovi sbarchi, la prefettura di Reggio Emilia chiese al Comune di Cadelbosco la disponibilità ad ospitare una trentina di migranti. L'unica soluzione individuata fu la riapertura delle ex scuole nella frazione di Villa Argine. Il loro arrivo fu preceduto dalla distribuzione di un volantino informativo nelle case della frazione. Nei mesi successivi sono stati attivati dei progetti di inserimento sociale grazie alla collaborazione di sei associazioni del territorio con l'amministrazione comunale e la Dimora d'Abramo.
Non sono certo mancate le polemiche: ai primi di settembre un 26enne cadelboschese, commentando un post sulla pagina “Sei di Cadelbosco se…” in cui si parlava dei profughi ospitati in zona, minacciò di dare fuoco a tutta la giunta rea di averli «dato il wi-fi» (cosa impossibile visto che in paese non ci sono accessi al web pubblici.
Tuttavia, si legge nel comunicato, «i ragazzi hanno fatto propri alcuni nostri usi e costumi e si sono fatti apprezzare dai cittadini mantenendo il decoro della loro sede e di alcune zone della frazione».
«Abbiamo avuto la conferma che una buona accoglienza costruita attorno a progetti validi e consolidati porta buoni frutti», concludono soddisfatti gli assessori ai Diritti Giuliana Esposito e al Volontariato Boris Soncini.
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