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Torino, sindacati contro la vendita delle quote Iren

REGGIO EMILIA. Cgil, Cisl e Uil Torino esprimono forte dissenso rispetto alla scelta del Comune di vendere le proprie quote di partecipazione in Iren, l’azienda multiutility che gestisce nella...

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REGGIO EMILIA. Cgil, Cisl e Uil Torino esprimono forte dissenso rispetto alla scelta del Comune di vendere le proprie quote di partecipazione in Iren, l’azienda multiutility che gestisce nella provincia torinese il servizio energetico e in città il ciclo integrato dei rifiuti.

La dismissione delle quote che appartengono al Comune di Torino, infatti, modificherebbe radicalmente l’assetto societario, facendo venir meno la maggioranza pubblica della proprietà di Iren.

«La nostra città – affermano i sindacati – oltre a perdere un bene comune che appartiene da un secolo a tutti i torinesi, rinuncerebbe così a giocare un ruolo chiave nelle scelte strategiche sugli investimenti e sulle tariffe verso i cittadini. A quanto si legge sugli organi di stampa, la scelta di vendere deriva dai problemi legati al bilancio e all’indebitamento del Comune di Torino, che ammonta a oltre 3 miliardi di euro e che di sicuro non viene sanato da una vendita che porterebbe nelle sue casse appena 70 milioni di euro». I sindacati torinesi hanno chiesto un incontro al sindaco grillino Appendino, che ha tenuto su di sè la delega sulle Aziende Partecipate, per discutere «le scelte dell’Amministrazione Comunale relative a un’azienda di importanza strategica per il tipo di servizi offerti ai cittadini e per lo storico radicamento nel tessuto sociale della nostra città».

Alla richiesta d’incontro, riferiscono Cgil, cisl e Uil, non sono finora pervenute risposte ufficiali. Tutto questo avviene mentre Iren, dal canto suo, prosegue con investimenti consistenti e corposi. Come il via libera arrivato poco tempo fa dal cda della società al rinnovo del programma di emissione di prestiti obbligazionari adottato ad ottobre 2015 e già rinnovato lo scorso anno. Il valore delle obbligazioni emettibili è di 2 miliardi, mentre nell’ambito del programma risultano già emessi prestiti obbligazionari per circa 1 miliardo. L’operazione, ha spiegato Iren, «consentirà alla società di cogliere con tempestività le eventuali opportunità di finanziamento offerte dal mercato attraverso future emissioni obbligazionarie».

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