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Protesta davanti alla Cobo «Sciopero anche venerdì»

Cadelbosco, ieri la mobilitazione per il rinnovo del contratto integrativo I sindacati: «Siamo pronti alla trattativa, ora l’azienda deve venirci incontro»

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CADELBOSCO SOPRA. Presidio e sciopero ieri mattina, alla Cobo divisione Mt di via Tasso. «L'adesione è stata molto alta e, a parte qualcuno che è entrato ugualmente, lo sciopero ha visto la presenza e la partecipazione della stragrande maggioranza dei lavoratori – ha esordito Ciro D'Alessio funzionario della Fiom Cgil – Al termine, abbiamo convocato un'assemblea per decidere altre azioni di lotta. I lavoratori e i sindacati hanno espresso la volontà di scioperare anche venerdì prossimo (6 ottobre)».

La trattativa per il rinnovo del contratto integrativo, scaduto nel dicembre del 2016, si è arenata sugli importi dei premi di risultato. L'azienda, fino a questo momento, non ha voluto trattare. Anzi, come contropartita ha portato una serie di problemi: delle «difficoltà economiche» e un «calo del fatturato», che però sembrano essere smentiti dai dati.

Il gruppo Cobo, con sede a Leno (Brescia) ha chiuso il 2016 con 184,8 milioni di euro di ricavi, 192,3 milioni di valore di produzione, un risultato lordo di 4,3 milioni, un risultato netto di oltre 2 milioni e mezzo di euro. La società è specializzata nella produzione di componenti e accessori per l'automotive, elettronica e sistemi, ergonomia, cablaggi. Quaranta “famiglie” di prodotti e oltre 7mila codici, 1.327 dipendenti. Dal 2012 ad oggi il gruppo Cobo ha investito quasi 32 milioni di euro, e quasi 6 solo nell'ultimo anno.

I lavoratori della Cobo divisione Mt, hanno chiesto un aumento riferito all'importo massimo del premio di risultato del 2015. «Qualche giorno fa sembrava che la trattativa si dovesse sbloccare ma si è fermato tutto – ha spiegato Mauro Accorsi dei Cobas –. Come Cobas e Fiom Cgil, insieme ai lavoratori abbiamo fatto un passo indietro perché, anziché chiedere l'applicazione di nuovi massimali per il 2019, siamo rimasti a quelli del 2015. Ora deve essere l'azienda a fare un passo in avanti e presentarsi al tavolo della trattativa».

Dall'estate scorsa ci sono stati alcuni incontri con l'azienda che non hanno dato esito positivo. Finite le ferie, sindacato e lavoratori hanno ripreso la loro azione di lotta nel tentativo di portare a termine la vertenza e chiudere al più presto il rinnovo dell’integrativo. «Le nostre richieste – hanno ribadito all'unisono D'Alessio della Fiom Cgil e Accorsi dei Cobas – sono più che oneste. Aspettiamo una risposta. Intanto per venerdì ci sarà un altro sciopero».

Mauro Pinotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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