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«Una storia ancora da scrivere»

«Una storia ancora da scrivere»

Lo studioso Ermanno Finzi: «Arrivarono dal centro Italia a metà del Trecento»

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GUASTALLA. «La storia degli ebrei guastallesi è ancora tutta da scrivere e, fra i vari elementi d'interesse, va considerato il fatto che una famiglia ha preso il proprio cognome dalla città, dando anche alla storia d'Italia dei notevoli personaggi, come il patriota risorgimentale Enrico Guastalla». Da quasi 20 anni Ermanno Finzi svolge ricerche sulla presenza ebraica nel Mantovano, e anche lui ha colto l’occasione dell’apertura della sinagoga di Guastalla per visitarla.

A quando risale la presenza ebraica nella pianura padana?

«Ebrei askenaziti di origine d'Oltralpe (germanica, ma anche francese) sono segnalati in località padane e in Friuli almeno dall’XI secolo, ma si tratta di presenze abbastanza saltuarie. Il flusso maggiore si ebbe dalla metà del Trecento dalle Marche e dall’Umbria, regioni nelle quali circa un secolo prima si erano insediati ebrei provenienti soprattutto da Roma (“italkim”, cioè di origine italiana, discendenti da coloro che nel 70 d.C. erano stati deportati dalla Giudea a seguito della conquista romana. Diffusisi in numerose località dell’Emilia (in primis Ferrara), nel giro di pochi anni si mossero verso il Veneto e da qui verso le regioni più occidentali della Pianura».

Quando si sono dissolte queste comunità?

«Molte delle più importanti comunità (Ferrara, Mantova, Reggio...) andarono progressivamente impoverendosi a seguito dell’istituzione del Regno d'Italia (1861), precedute tuttavia da fenomeni migratori verso città più grandi che interessarono la miriade di borghi minori in cui da secoli erano presenti comunità anche piuttosto consistenti. Nel Mantovano, l’area su cui sono più informato, il calo cominciò anche prima della metà dell’Ottocento e porta al totale dissolvimento delle comunità in pochi decenni».

Qual è il livello di conoscenza della storia delle comunità ebraiche nei centri emiliani e mantovani?

«Per gli studi su Mantova, vi sono le fondamentali ricerche di Shlomo Simonsohn e di Vittore Colorni, che però hanno indagato esaurientemente l’importantissima comunità di Mantova città, dedicando poco spazio ai piccoli centri, dei quali, molto più modestamente, sto occupandomi da qualche anno. Le mie ricerche stanno aprendo un sipario che mostra una realtà abbastanza insospettata e un'importanza cardinale per l’economia di molte località: tenga conto che, per il solo Mantovano, parliamo di oltre 30 paesi. Per Bologna, vi sono importanti studi del Pini e della Muzzarelli. Ferrara, per la sua importanza, meriterebbe ulteriori approfondimenti, mentre per Reggio, fondamentale, pur se fatalmente datato, resta “Gli ebrei e gli Estensi” di Andrea Balletti (prima edizione 1913), ma quasi nulla è stato fatto per i centri minori, ad esempio Guastalla, in cui doveva esserci una consistente presenza ebraica già nel ’400». (j.d.p.)



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