Reggiolo
Viaggio all’isola del Tino per San Venerio
REGGIOLO. Nel giorno di San Venerio, patrono di La Spezia e Reggiolo, una delegazione composta da circa 20 reggiolesi tra cui il sindaco Roberto Angeli, don Francesco Avanzi e don Stefano Salati, ha...
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REGGIOLO. Nel giorno di San Venerio, patrono di La Spezia e Reggiolo, una delegazione composta da circa 20 reggiolesi tra cui il sindaco Roberto Angeli, don Francesco Avanzi e don Stefano Salati, ha raggiunto l’isola del Tino (La Spezia) per l’annuale celebrazione del Santo.
L’appuntamento, organizzato dalla Protezione civile San Venerio insieme a Vpr (Volontari per Reggiolo) guidati da Mario Bernardelli, e alla parrocchia di Reggiolo, è ormai una tradizione che testimonia dell’amicizia tra i due comuni. Alla delegazione si sono aggiunti i rappresentanti di Avis, Auser e Croce Rossa di Reggiolo oltre al maresciallo Raffaele Braccio del 121° Reggimento artiglieria contraerea “Ravenna” di Bologna a cui la comunità reggiolese è legata per l'aiuto durante il sisma del 2012.
Sospeso per anni a causa del terremoto, mercoledì 13 settembre scorso la delegazione ha rinnovato la visita. L’isola del Tino è disabitata e viene aperta, grazie alla collaborazione della Marina militare, solo nella festività del patrono per la Santa messa celebrata dal vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato, Luigi Ernesto Palletti. Alla funzione erano presenti numerosi amministratori e sindaci della provincia spezzina e il prefetto di La Spezia, Antonio Lucio Garufi. L’isola del Tino fu, infatti, il luogo dove San Venerio, marinaio esperto, decise di farsi eremita. Dall’inizio del IX secolo le reliquie dell’abate sono ospitate a Reggio Emilia, dove furono traslate per sottrarle alle incursioni dei Saraceni che allora imperversavano sulle coste del Tirreno.
San Venerio divenne compatrono di Reggio Emilia assieme a San Prospero e le sue spoglie non fecero più ritorno in Liguria, tranne il teschio che fu restituito alla Diocesi di La Spezia il 9 settembre 1960.
Da Reggio, intorno al 1000, il culto di S. Venerio fu esteso anche a Reggiolo. Nel 1708 fu donata alla chiesa reggiolese una reliquia ossea tratta dal cranio del Santo e poi collocata in un busto-reliquiario d’argento realizzato nel 1712.
A Reggiolo la festività del Santo viene celebrata in un’altra data, il 7 luglio, e all’appuntamento gli amici liguri contraccambiano partecipando alle celebrazioni. (m.p.)
L’appuntamento, organizzato dalla Protezione civile San Venerio insieme a Vpr (Volontari per Reggiolo) guidati da Mario Bernardelli, e alla parrocchia di Reggiolo, è ormai una tradizione che testimonia dell’amicizia tra i due comuni. Alla delegazione si sono aggiunti i rappresentanti di Avis, Auser e Croce Rossa di Reggiolo oltre al maresciallo Raffaele Braccio del 121° Reggimento artiglieria contraerea “Ravenna” di Bologna a cui la comunità reggiolese è legata per l'aiuto durante il sisma del 2012.
Sospeso per anni a causa del terremoto, mercoledì 13 settembre scorso la delegazione ha rinnovato la visita. L’isola del Tino è disabitata e viene aperta, grazie alla collaborazione della Marina militare, solo nella festività del patrono per la Santa messa celebrata dal vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato, Luigi Ernesto Palletti. Alla funzione erano presenti numerosi amministratori e sindaci della provincia spezzina e il prefetto di La Spezia, Antonio Lucio Garufi. L’isola del Tino fu, infatti, il luogo dove San Venerio, marinaio esperto, decise di farsi eremita. Dall’inizio del IX secolo le reliquie dell’abate sono ospitate a Reggio Emilia, dove furono traslate per sottrarle alle incursioni dei Saraceni che allora imperversavano sulle coste del Tirreno.
San Venerio divenne compatrono di Reggio Emilia assieme a San Prospero e le sue spoglie non fecero più ritorno in Liguria, tranne il teschio che fu restituito alla Diocesi di La Spezia il 9 settembre 1960.
Da Reggio, intorno al 1000, il culto di S. Venerio fu esteso anche a Reggiolo. Nel 1708 fu donata alla chiesa reggiolese una reliquia ossea tratta dal cranio del Santo e poi collocata in un busto-reliquiario d’argento realizzato nel 1712.
A Reggiolo la festività del Santo viene celebrata in un’altra data, il 7 luglio, e all’appuntamento gli amici liguri contraccambiano partecipando alle celebrazioni. (m.p.)
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