Gazzetta di Reggio

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la deposizione di valerio 

Dal business con gli scambisti agli affari con le cooperative

REGGIO EMILIA. Si sofferma su due imputati la deposizione di Valerio, sollecitato dalle domande del pm Beatrice Ronchi. Michele Bolognino lo definisce graduato con la “santa” e schierato con i Megna...

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REGGIO EMILIA. Si sofferma su due imputati la deposizione di Valerio, sollecitato dalle domande del pm Beatrice Ronchi. Michele Bolognino lo definisce graduato con la “santa” e schierato con i Megna per poi passare con i Grande Aracri. Ne elenca una nutrita serie di affari: ristoranti, night, vendita e noleggio di auto, persino un locale hard a Bologna per scambi di coppia. «Dovevi avere la tessera e chi aveva di questi piaceri lì poteva soddisfarli – spiega compiaciuto – e Bolognino ne traeva utili. Il single pagava 150 euro, la coppia meno». Poi passa a Gianluigi Sarcone, definendolo «la mente», il «leader fra i quattro fratelli», precisando però che Nicolino Sarcone era il “padrino” mentre gli altri fratelli avevano un grado oltre la “santa” e brillavano di luce riflessa. Sempre di Gianluigi ne sottolinea la capacità «di saper diversificare gli affari» , citando «lavori con cooperative a Bologna e nella Bassa modenese» e con quei guadagni «si sviluppavano altre cose: usura, falsa fatturazione, usura». Tutto ciò mentre dalla “gabbia” Gianluigi Sarcone dissente continuamente a gesti e a parole.



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