Il digiuno di Delrio spiazza anche il Pd
di Evaristo Sparvieri
Bufera sul ministro reggiano per la sua adesione allo sciopero della fame. Perplesso Marchi. Pignedoli: «Io non aderisco»
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REGGIO EMILIA. Per gran parte delle opposizioni al Governo, si tratta di un controsenso. E se da Sinistra Italiana il segretario nazionale, Nicola Fratoianni, sottolinea come sia «sconcertante che ministri e sottosegretari del governo Pd-Alfano facciano un sacrosanto sciopero della fame contro i veti del proprio governo e del proprio partito verso la legge sullo Ius Soli», dalle parti del centrodestra e della Lega c’è chi non manca di sottolineare che ci sono argomenti molto «italiani» e più importanti sui quali praticare digiuno. Fa discutere la decisione del ministro, Graziano Delrio, di aderire allo sciopero della fame a staffetta iniziato ieri per sostenere la discussione in Senato e la fiducia sul provvedimento dello Ius Soli, la legge per il diritto di cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia, la cui calendarizzazione a Palazzo Madama è saltata per due volte proprio per problemi interni alla maggioranza di cui lo stesso Delrio fa parte.
«Finché c’è legislatura, c’è speranza», afferma il ministro reggiano, portabandiera del provvedimento sin dai tempi in cui era sindaco e presidente Anci, affiancato spesso in questa sua battaglia anche dall’ex premier, Romano Prodi. Un tema che già nelle scorse settimane aveva messo in bilico la sopravvivenza dello stesso esecutivo guidato da Gentiloni, dove non erano mancate frizioni, strappi e ricuciture. E se qualche perplessità sull’adesione di Delrio allo sciopero spunta fra i parlamentari Mdp, è anche lo stesso Pd a rimanere spiazzato dalla decisione del ministro reggiano. Non aderirà allo sciopero, ad esempio, la senatrice Pd, Leana Pignedoli. Perplessità anche dal deputato Pd, Maino Marchi: «Vedrò insieme agli altri colleghi del gruppo – spiega – Può servire per sensibilizzare l'opinione pubblica. Ho molti dubbi che serva per convincere i senatori non ancora convinti o contrari». Fra i favorevoli, invece, il deputato dem, Paolo Gandolfi, che ha aderito allo sciopero insieme a tutto il gruppo Retedem, e la parlamentare Pd, Vanna Iori. «Lo ius soli mi sembra una legge di civiltà alla quale non possiamo dire di no – spiega la parlamentare reggiana – Io aderisco allo sciopero, a maggior ragione perché promosso anche da insegnanti: la scuola è il vero termometro per capire che in Italia lo ius soli di fatto esiste già. Dobbiamo dare un segnale». Anche la deputata Pd, Antonella Incerti, è pronta a partecipare allo sciopero a staffetta: «Farò lo sciopero anch’io», fa sapere. Quanto agli altri parlamentari reggiani, non aderirà di certo la deputata M5s, Maria Edera Spadoni: «Penso che il problema della cittadinanza debba essere gestito a livello europeo», afferma. No allo sciopero, ma sì allo ius soli per la senatrice del gruppo misto, Maria Mussini: «Darò il mio sostegno allo ius soli con il voto in aula – dice – Bisogna uscire dall’ipocrisia della maggioranza: per loro è un problema di campagna elettorale? Lo dicano. Delrio lavori da ministro nel governo per mandare avanti la legge, io non farò mancare il mio apporto nel momento del voto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Finché c’è legislatura, c’è speranza», afferma il ministro reggiano, portabandiera del provvedimento sin dai tempi in cui era sindaco e presidente Anci, affiancato spesso in questa sua battaglia anche dall’ex premier, Romano Prodi. Un tema che già nelle scorse settimane aveva messo in bilico la sopravvivenza dello stesso esecutivo guidato da Gentiloni, dove non erano mancate frizioni, strappi e ricuciture. E se qualche perplessità sull’adesione di Delrio allo sciopero spunta fra i parlamentari Mdp, è anche lo stesso Pd a rimanere spiazzato dalla decisione del ministro reggiano. Non aderirà allo sciopero, ad esempio, la senatrice Pd, Leana Pignedoli. Perplessità anche dal deputato Pd, Maino Marchi: «Vedrò insieme agli altri colleghi del gruppo – spiega – Può servire per sensibilizzare l'opinione pubblica. Ho molti dubbi che serva per convincere i senatori non ancora convinti o contrari». Fra i favorevoli, invece, il deputato dem, Paolo Gandolfi, che ha aderito allo sciopero insieme a tutto il gruppo Retedem, e la parlamentare Pd, Vanna Iori. «Lo ius soli mi sembra una legge di civiltà alla quale non possiamo dire di no – spiega la parlamentare reggiana – Io aderisco allo sciopero, a maggior ragione perché promosso anche da insegnanti: la scuola è il vero termometro per capire che in Italia lo ius soli di fatto esiste già. Dobbiamo dare un segnale». Anche la deputata Pd, Antonella Incerti, è pronta a partecipare allo sciopero a staffetta: «Farò lo sciopero anch’io», fa sapere. Quanto agli altri parlamentari reggiani, non aderirà di certo la deputata M5s, Maria Edera Spadoni: «Penso che il problema della cittadinanza debba essere gestito a livello europeo», afferma. No allo sciopero, ma sì allo ius soli per la senatrice del gruppo misto, Maria Mussini: «Darò il mio sostegno allo ius soli con il voto in aula – dice – Bisogna uscire dall’ipocrisia della maggioranza: per loro è un problema di campagna elettorale? Lo dicano. Delrio lavori da ministro nel governo per mandare avanti la legge, io non farò mancare il mio apporto nel momento del voto».
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