Integrativo, è scontro «Dai sindacati protesta immotivata»
di Roberto Fontanili
Dura replica di Legacoop e Confcooperative a Cgil-Cisl e Uil «La disdetta? Il contratto sarebbe comunque scaduto»
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REGGIO EMILIA. È muro contro muro nella vertenza che riguarda i lavoratori delle cooperative sociali reggiane. Legacoop e Confcooperative giudicano la protesta dei sindacati Cgil-Cisl e Uil contro la disdetta dell’integrativo provinciale «pretestuosa e immotivata». Ma al tempo stesso, cogliendo le richieste dei sindacati, dichiarano la loro disponibilità «ad aprire un tavolo sulla contrattazione, per individuare congiuntamente gli strumenti utili e necessari per cogliere al meglio le attuali esigenze della cooperazione sociale e dei suoi soci-lavoratori e dei suoi addetti».
La condizione? Rivedere il meccanismo di calcolo dell’Ert (elemento retributivo territoriale) e cioè il premio di produzione annuo. E probabilmente abbassarlo calcolandolo in futuro su base regionale. La vertenza in atto interessa circa 120 coop operanti nel reggiano, coinvolgendo oltre 5mila lavoratori, ed è arrivata al punto di rottura dopo la disdetta delle due centrali cooperative del contratto integrativo provinciale firmato nel 2014. In discussione soprattutto l’Ert, che viene calcolato per tutti i lavoratori del settore, sulla base dei dati dei bilanci di un campione di 20 cooperative sociali. E che per i lavoratori reggiani nel 2017 significa un premio di produzione di circa 250 euro l’anno. «È il più alto in Italia – replicano Legacoop e Confcooperative – lo è stato nel 2017 come negli anni precedenti, e nei suoi quattro anni di vigenza, è sempre stato pienamente rispettato». Le due centrali cooperative sottolineano inoltre che «la disdetta del contratto integrativo, che sarebbe comunque scaduto il 31 dicembre 2017, è avvenuta sulla base delle norme previste dal contratto stesso ed è motivata dalla volontà di ridefinirlo con criteri in grado di rappresentare al meglio lo stato reale del settore nella nostra provincia anche in rapporto alla situazione degli altri territori dell’Emilia – Romagna e delle alte regioni». In sintesi, Confcooperative e Legacoop giudicano troppo elevato il peso economico sui contratti dell’Ert (che nel 2014 era di 190 euro, nel 2016 è stata pari a 500 euro e quest’anno sarà di circa 250 euro all’anno). Per le due centrali cooperative il campione su cui viene calcolato l’Ert è «del tutto obsoleto e il testo attuale genera effetti distorsivi macroscopici tra i diversi territori, con il rischio di esporre le cooperative sociali reggiane all’insostenibilità rispetto alle imprese dei territori vicini e ancor più a quelle imprese che si insinuano nel territorio avvalendosi di contratti che penalizzano i lavoratori».
Il riferimento è agli appalti in cui coop sociali con sede a Parma – dove l’Ert è pari a zero euro – o a Modena – dove è di 60 euro – sarebbero avvantaggiate rispetto alle consorelle reggiane, così come lo sarebbero le cosiddette coop spurie, con il risultato di mettere le coop sociali reggiani fuori mercato e nell’impossibilità di vincere appalti al ribasso per la gestione dei servizi socio- assistenziali. «È rispetto a queste situazioni – concludono Confcooperative e Legacoop – verso le quali il sindacato non ha mai alzato la voce, che vorremmo sentire la ferma condanna del sindacato e non rispetto a una disdetta formale, a cui ha immediatamente corrisposto l’invito a un confronto serio e costruttivo».
La condizione? Rivedere il meccanismo di calcolo dell’Ert (elemento retributivo territoriale) e cioè il premio di produzione annuo. E probabilmente abbassarlo calcolandolo in futuro su base regionale. La vertenza in atto interessa circa 120 coop operanti nel reggiano, coinvolgendo oltre 5mila lavoratori, ed è arrivata al punto di rottura dopo la disdetta delle due centrali cooperative del contratto integrativo provinciale firmato nel 2014. In discussione soprattutto l’Ert, che viene calcolato per tutti i lavoratori del settore, sulla base dei dati dei bilanci di un campione di 20 cooperative sociali. E che per i lavoratori reggiani nel 2017 significa un premio di produzione di circa 250 euro l’anno. «È il più alto in Italia – replicano Legacoop e Confcooperative – lo è stato nel 2017 come negli anni precedenti, e nei suoi quattro anni di vigenza, è sempre stato pienamente rispettato». Le due centrali cooperative sottolineano inoltre che «la disdetta del contratto integrativo, che sarebbe comunque scaduto il 31 dicembre 2017, è avvenuta sulla base delle norme previste dal contratto stesso ed è motivata dalla volontà di ridefinirlo con criteri in grado di rappresentare al meglio lo stato reale del settore nella nostra provincia anche in rapporto alla situazione degli altri territori dell’Emilia – Romagna e delle alte regioni». In sintesi, Confcooperative e Legacoop giudicano troppo elevato il peso economico sui contratti dell’Ert (che nel 2014 era di 190 euro, nel 2016 è stata pari a 500 euro e quest’anno sarà di circa 250 euro all’anno). Per le due centrali cooperative il campione su cui viene calcolato l’Ert è «del tutto obsoleto e il testo attuale genera effetti distorsivi macroscopici tra i diversi territori, con il rischio di esporre le cooperative sociali reggiane all’insostenibilità rispetto alle imprese dei territori vicini e ancor più a quelle imprese che si insinuano nel territorio avvalendosi di contratti che penalizzano i lavoratori».
Il riferimento è agli appalti in cui coop sociali con sede a Parma – dove l’Ert è pari a zero euro – o a Modena – dove è di 60 euro – sarebbero avvantaggiate rispetto alle consorelle reggiane, così come lo sarebbero le cosiddette coop spurie, con il risultato di mettere le coop sociali reggiani fuori mercato e nell’impossibilità di vincere appalti al ribasso per la gestione dei servizi socio- assistenziali. «È rispetto a queste situazioni – concludono Confcooperative e Legacoop – verso le quali il sindacato non ha mai alzato la voce, che vorremmo sentire la ferma condanna del sindacato e non rispetto a una disdetta formale, a cui ha immediatamente corrisposto l’invito a un confronto serio e costruttivo».
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