Gazzetta di Reggio

Reggio

«Noi sindacati scavalcati da Nicolini»

di Chiara Cabassa
«Noi sindacati scavalcati da Nicolini»

Sotto accusa una mail inviata dalla direzione ai dipendenti: «Illustrati a nostra insaputa i nuovi incarichi e i nominativi» 

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REGGIO EMILIA. Non è certo la prima volta che le forze sindacali alzano la voce sulla unificazione di Ausl e Arcispedale Santa Maria Nuova ma ora, a tre mesi dalla fusione che ha dato vita a un’Azienda sanitaria provinciale con quasi 7mila dipendenti, le frizioni sul piano del lavoro sono arrivate al pettine. Le organizzazioni sindacali di categoria infatti lamentano uno scarso coinvolgimento in questioni organizzative che soprattutto in una fase di riassetto della nuova struttura necessitano di essere monitorate e condivise.

«I primi cento giorni di Nicolini, il direttore generale, ci lasciano perplessi – esordiscono i sindacati –. Perché ad esempio ci siamo incontrati nei mesi scorsi per definire un contratto d'ingresso per i lavoratori ma poi ci hanno dato pochissimo tempo per armonizzare i contratti di lavoro dei dipendenti che dalle due strutture sono confluite nella nuova Azienda sanitaria e nessun cenno è stato fatto a possibili modifiche sul modello organizzativo».

D’altra parte, dubbi erano stati espressi dai sindacati già in fase di avvicinamento alla fusione («il futuro della sanità reggiana non può prescindere da un vero coinvolgimento dei 7mila professionisti che con il loro lavoro a suon di sacrifici operano in condizioni lavorative sempre più difficili») e ancora nel giorno in cui la fusione è diventata realtà, il 1° luglio scorso («non accetteremo nessun gioco al ribasso»).

E ancora una volta, dopo tre mesi, sono le relazioni sindacali e la qualità del confronto ad essere sotto i riflettori: «Abbiamo appreso che sarebbero stati attribuiti nuovi incarichi al personale sanitario senza nessuna informativa o convocazione d'incontro con le organizzazioni e le Rsu e riteniamo che questo sia un modo scorretto di improntare le relazioni sindacali – spiegano Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl , Fials e le Rsu –. Abbiamo richiesto un incontro per i chiarimenti in merito alle decisioni assunte dai vertici aziendali ma non c’è arrivata nessuna risposta». «A noi non è arrivata risposta – proseguono i sindacati – ma la direzione ha inviato a tutti i dipendenti una nota via internet che, bypassando organizzazioni e Rsu, illustrava in modo dettagliato il modello organizzativo, con tanto di incarichi e nominativi dei destinatari. Se queste sono le linee di conduzione che la nuova azienda ha intenzione di mantenere sicuramente non aiuteranno a costruire un clima sereno – concludono -. Ricordiamo alla direzione che grazie al contributo e al senso di responsabilità dei sindacati e delle Rsu fino ad oggi si sono ottenuti buoni risultati per la comunità reggiana, anche per questo speriamo sia stato solo uno scivolone che venga recuperato al più presto». Il 1° luglio scorso i sindacati avevano fissato l’ultima scadenza utile per fare il punto della situazione al 31 dicembre 2018: «Tale tempo ci sembra il minimo» avevano rimarcato le tre sigle. La resa dei conti è arrivata in anticipo.

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