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Reggio-Ciano da incubo I sindaci ora si dividono

di Ambra Prati
Reggio-Ciano da incubo I sindaci ora si dividono

Aperta la raccolta firme che chiede di risolvere i disservizi sulla linea ferroviaria Cinque Comuni chiedono le dimissioni ai vertici Tper e Fer, ma San Polo si sfila

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VAL D’ENZA. Disservizi sulla Reggio-Ciano: si è aperta ieri nei municipi la petizione popolare lanciata dai cinque sindaci che, all’indomani dell’ennesimo treno cancellato, avevano chiesto le dimissioni dei vertici Tper e Fer. Manca però un Comune: San Polo, che si sfila all’iniziativa in dissenso. La linea ferroviaria regionale dunque spacca la Val d’Enza, divisa tra le amministrazioni che invitano la cittadinanza (non solo i pendolari) a sostenere la raccolta firme e quelle che la ritengono fuori luogo.

L’antefatto risale a giovedì 28 settembre, quando, a causa dei certificati medici inviati in contemporanea dai due macchinisti, il treno il treno 90197 da Reggio a Ciano e il 90196 che compiva il percorso opposto furono cancellati senza che i viaggiatori appiedati venissero avvisati: la tratta era stata sostituita da bus, che però avevano accumulato dei ritardi.

«Mandiamo i vertici Tper e Fer a casa», avevano tuonato i primi cittadini, con un duro post su Facebook firmato dai sindaci Andrea Carletti (Bibbiano), Luca Bolondi (Canossa), Paolo Burani (Cavriago), Mirca Carletti (San Polo) e Paolo Colli (Montecchio).

Dando seguito a quanto dichiarato in quell’occasione, ieri è stata aperta la raccolta firme «per chiedere una soluzione soddisfacente e definitiva ai frequenti disservizi sulla tratta ferroviaria Reggio-Ciano. Possono firmare tutti i cittadini maggiorenni, muniti di un documento di identità, anche se non residenti nel Comune in cui avviene la raccolta».

Il testo da sottoscrivere è il seguente: «I cittadini, fortemente contrariati dai frequenti disservizi sulla tratta ferroviaria Reggio-Ciano, chiedono di dare urgente concretezza agli impegni già assunti al fine di garantire un servizio efficiente e sostengono, in assenza di fatti concreti, la richiesta di dimissioni dei vertici Fer e Tper per manifesta inadeguatezza». L’avviso è comparso sui siti ufficiali dei Comuni con le indicazioni pratiche: a Montecchio si può firmare in portineria, a Canossa alla Segreteria, a Bibbiano all’Urp, a Cavriago in Segreteria, nei rispettivi orari di apertura.

Manca il Comune di San Polo, che aveva sottoscritto la rivolta dei sindaci. «Non ci stiamo – spiega Mirca Carletti –. A nostro avviso sarebbe stato più utile un incontro con Tper e Fer, per approfondire e capire meglio i motivi del disservizio, spiegato solo verbalmente. Chiedere le dimissioni dei vertici dei trasporti senza avere ben chiara la situazione, credo sia un percorso che non porterà risultati».

Il sindaco di Montecchio, nonché presidente dell’Unione Val d’Enza, Paolo Colli getta acqua sul fuoco. «La posizione di San Polo è legittima, anche perché non c’è stata una discussione a livello di Unione. Noi sindaci ci siamo mossi in modo disorganico per farci interpreti delle necessità degli utenti e delle sollecitazioni continue arrivate dai cittadini, assolutamente giustificate». Colli difende però l’iniziativa, che era stata bollata come ipocrita dalle opposizioni della Val d’Enza. «Negli ultimi tre anni abbiamo avuto almeno tre incontri con Tper, Fer e l’assessore regionale Donini; telefonate e lettere non si sono contate – conclude Colli –. Basta parole, la tratta Reggio-Ciano non funziona. Le migliorie alla linea sono state individuate. Ora è tempo di attuare gli investimenti e passare ai fatti. A Montecchio, che pure non ha una stazione (il bus collega a Barco), hanno già firmato diverse persone. È un tema molto sentito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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