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Burani, sindaco di Cavriago «Partecipo al digiuno»

Burani, sindaco di Cavriago «Partecipo al digiuno»

REGGIO EMILIA. Ius Soli: anche il sindaco di Cavriago Paolo Burani aderisce all’appello e al digiuno a staffetta. È partito infatti in questi giorni un appello a favore dell’approvazione della legge...

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REGGIO EMILIA. Ius Soli: anche il sindaco di Cavriago Paolo Burani aderisce all’appello e al digiuno a staffetta. È partito infatti in questi giorni un appello a favore dell’approvazione della legge sullo Ius Soli, indirizzato ai cittadini italiani, al capo dello Stato, ai presidenti di Senato e Camera.

Un invito a non escludere gli 800mila bambini figli di immigrati regolari e nati in Italia. A promuoverlo sono stati Ginevra Bompiani, Gianfranco Bettin, Carlo Ginzburg, Goffredo Fofi, Luigi Manconi, Furio Colombo ma sono già tantissime le adesioni anche da parte di artisti, intellettuali, nomi noti. E pure il sindaco di Cavriago ha deciso di sottoscrivere l’appello e di aderire al giorno di “sciopero della fame a staffetta”, insieme agli altri sostenitori, tra cui il ministro Delrio.

L’impegno di Cavriago verso questo tema va avanti da tempo. Nel 2012 il Consiglio Comunale deliberò il “conferimento della cittadinanza onoraria ai minorenni stranieri nati in Italia e residenti a Cavriago”. Da allora ogni 2 giugno si svolge la cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria ai minorenni stranieri nati in Italia. Quest’anno la cerimonia si è svolta alla presenza di Cécile Kyenge ed è stata anche l’occasione per parlare di Ius Soli. A luglio il sindaco Burani e il gruppo consigliare di maggioranza avevano colto le sollecitazioni dell’europarlamentare proponendo in Consiglio la mozione (poi passata a maggioranza) per “ostenere una rapida approvazione della riforma della disciplina sulla cittadinanza”.

A Cavriago, ad oggi, è stata conferita la cittadinanza onoraria a 240 stranieri minorenni nati in Italia e residenti in paese. «I giovani italiani senza cittadinanza attendono da troppo questa riforma - afferma Burani - La legge oggi in vigore è obsoleta e non corrisponde ai tempi, ai rapporti sociali dell’Italia del 2017. Una legge che sancisca il diritto alla cittadinanza in questo momento storico ha un significato enorme anche come risposta a spinte populiste, razziste e discriminatorie. Ecco perché prosegue il mio impegno affinché questa legge venga approvata».

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