castelnovo monti
Funghi non allucinogeni, cade l’accusa di spaccio
Il perito parla in udienza di «principio attivo modestissimo» Assolto il 33enne per un giorno agli arresti e da 4 mesi con l’obbligo di firma
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CASTELNOVO MONTI. L’imbarazzo regna in udienza, perché la dottoressa Francesca Righini (Medicina legale di Ferrara) ha appena spiegato che quei 29 funghi “allucinogeni” sequestrati dai carabinieri a fine aprile «contengono un modestissimo principio attivo, nell’ordine delle tracce».
Peccato che in tribunale a Reggio sia presente il 33enne di Castelnovo Monti che per quei funghi è stato un giorno agli arresti domiciliari, per quattro mesi ha avuto l’obbligo di firma e ora sta affrontando un processo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La perizia tossicologica, quindi, parla chiaro e sia il pm onorario Roberto Bianco che gli avvocati difensori Marco Napoli e Alessandro Nizzoli concludono con la richiesta di assoluzione.
Ovviamente è dello stesso parere il giudice Alessandra Cardarelli, che rileva l’insussistenza del reato, assolvendo quindi con formula piena il 33enne.
Durante le indagini quel ritrovamento era stato messo in corrispondenza con il fatto che il castelnovese è disoccupato (da qui il sospetto che si mantenesse con lo spaccio) e che nel suo telefonino fosse stato trovato un messaggio con un amico in cui si faceva riferimento a dell’insalata (per gli investigatori un modo criptico per alludere alla droga). Ipotesi investigative naufragate di fronte alla perizia tossicologica sui funghi voluta dalla difesa: quasi nullo il principio attivo (5,6 mmg rispetto alla soglia ministeriale di 100 mmg). Il 33enne si è sempre proclamato innocente: «Non sono uno spacciatore, ho acquistato i funghi su internet per uso personale a scopo meditativo e di ispirazione».
Gli hanno fatto eco i suoi difensori: «Il nostro assistito non è riconducibile alla classica figura del consumatore di sostanze stupefacenti – hanno affermato Napoli e Nizzoli in più occasioni – e per questo ora è incredulo. La psilocibina è una sostanza nuova che viene usata a scopo meditativo e di ispirazione». È controverso anche il suo reale potere allucinogeno.
In aprile quella trentina di funghi – contenuti in quattro barattoli e del peso di un grammo l’uno – è stata trovata nella mansarda del disoccupato, sulla scia del monitoraggio degli ambienti giovanili del nostro Appennino da parte dei carabinieri. Una tesi, quella dell’acquisto sul web, subito presa in considerazione anche dai militari. In Rete è infatti possibile acquistare dei kit con i fughi allucinogeni ancora in fase di maturazione. Una volta cresciuti gli allucinogeni si consumano ingerendoli senza nessun tipo di trattamento. Ma ora le analisi hanno rivelato che sono innocui.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Peccato che in tribunale a Reggio sia presente il 33enne di Castelnovo Monti che per quei funghi è stato un giorno agli arresti domiciliari, per quattro mesi ha avuto l’obbligo di firma e ora sta affrontando un processo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La perizia tossicologica, quindi, parla chiaro e sia il pm onorario Roberto Bianco che gli avvocati difensori Marco Napoli e Alessandro Nizzoli concludono con la richiesta di assoluzione.
Ovviamente è dello stesso parere il giudice Alessandra Cardarelli, che rileva l’insussistenza del reato, assolvendo quindi con formula piena il 33enne.
Durante le indagini quel ritrovamento era stato messo in corrispondenza con il fatto che il castelnovese è disoccupato (da qui il sospetto che si mantenesse con lo spaccio) e che nel suo telefonino fosse stato trovato un messaggio con un amico in cui si faceva riferimento a dell’insalata (per gli investigatori un modo criptico per alludere alla droga). Ipotesi investigative naufragate di fronte alla perizia tossicologica sui funghi voluta dalla difesa: quasi nullo il principio attivo (5,6 mmg rispetto alla soglia ministeriale di 100 mmg). Il 33enne si è sempre proclamato innocente: «Non sono uno spacciatore, ho acquistato i funghi su internet per uso personale a scopo meditativo e di ispirazione».
Gli hanno fatto eco i suoi difensori: «Il nostro assistito non è riconducibile alla classica figura del consumatore di sostanze stupefacenti – hanno affermato Napoli e Nizzoli in più occasioni – e per questo ora è incredulo. La psilocibina è una sostanza nuova che viene usata a scopo meditativo e di ispirazione». È controverso anche il suo reale potere allucinogeno.
In aprile quella trentina di funghi – contenuti in quattro barattoli e del peso di un grammo l’uno – è stata trovata nella mansarda del disoccupato, sulla scia del monitoraggio degli ambienti giovanili del nostro Appennino da parte dei carabinieri. Una tesi, quella dell’acquisto sul web, subito presa in considerazione anche dai militari. In Rete è infatti possibile acquistare dei kit con i fughi allucinogeni ancora in fase di maturazione. Una volta cresciuti gli allucinogeni si consumano ingerendoli senza nessun tipo di trattamento. Ma ora le analisi hanno rivelato che sono innocui.
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