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Il timore dei medici «Questo è solo l’inizio»

di Giuseppe Boi
Il timore dei medici «Questo è solo l’inizio»

I timori dei dipendenti del Sant’Anna il giorno dopo la chiusura di ostetricia «Era attesa, ma deve essere l’ultimo taglio. Dalla Regione solo promesse»

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CASTELNOVO MONTI. Il day after è peggiore di quello della botta. Giovedì tutti chiedevano conferme sulla notizia: «Hanno chiuso il punto nascita?». Ventiquattr’ore dopo è il momento dell’analisi, dei dubbi e dei timori: «È solo l’inizio?». Perché il no del ministero della Salute alla deroga era atteso: «Se ne parla dagli anni ‘90. I punti nascita sotto i 500 parti sono stati già chiusi in altre province». Ma il piano della Regione per potenziare gli altri servizi «è ancora solo sulla carta: di soldi finora non se ne sono visti». E, soprattutto, viene a mancare un «simbolo» di tutto il Sant’Anna e della comunità: «Lavoro in questo ospedale da 20 anni e mio nonno ha faticato per costruirlo».

Medici, infermieri e amministrativi non si fanno fotografare, rispondono a stento e chiedono di essere coperti dall’anonimato. Ma la maggioranza ha paura: «Non mi faccia parlare. Questo è solo il primo passo. Stanno cominciando a cancellarci: siamo già morti ma non ce ne accorgiamo», si sfoga una caposala. Certo un medico sottolinea come la decisione fosse inevitabile: «È scritto nella letteratura medica: sotto la soglia dei 500 parti l’anno, mamma e bimbo possono correre dei rischi. E poi chiedere di tenere aperto il punto nascite è come pretendere che la Fiat apra una concessionaria a Ligonchio perché ha venduto un paio di automobili nel borgo». Altri ancora sottolineano come «vada spiegato che chiude solo il reparto di ostetricia, ginecologia e pediatria restano aperti».

E in effetti al 5° piano dell’ospedale Sant’Anna troviamo una mamma e un neonato in attesa di essere visitati. Ma a pochi metri da loro c’è il nido con le culle nuovissime (come tutto il reparto e l’ospedale), ma inesorabilmente vuote. «Chissà se riaprirà dopo il 15 ottobre (il reparto è già chiuso per la rotazione estiva dei punti nascita, ndr). Arrivare a fine anno sarebbe già un successo», commenta un’infermiera.

Una dichiarazione che sa di amarezza e impotenza. «È un luogo in cui cominciava la vita ed è una parte della nostra stessa vita – spiega un medico –. La questione è stata gestita malissimo a livello politico e... non mi faccia dire di più, lavoro per questa azienda. Ma una cosa la aggiungo: questa è l’unica e ultima chiusura che possiamo accettare. Oggi tagliano ostetricia e domani vorranno chiudere pediatria, ma così si arriverà anche a chiudere cardiologia e, alla fine, tutto l’ospedale Sant’Anna».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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